Turchia: trattenuti 4.387 migranti illegali in una settimana

Pubblicato il 3 maggio 2018 alle 10:13 in Immigrazione Turchia

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Le autorità turche hanno trattenuto 4.387 migranti che stavano cercando di attraversare i confini con l’Europa illegalmente, nel corso di una settimana. Di questi, 437 sono stati intercettati in mare, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Ansamed. Il Ministero dell’Interno di Ankara ha altresì reso noto che, nello stesso periodo, sono stati arrestati 130 trafficanti di esseri umani.

Il direttore dell’agenzia europea della guardia di costiera e frontiera, Frontex, Fabrice Leggeri, ha riferito che nel corso delle 4/5 settimane passate il numero dei migranti che dalla Turchia ha tentato di raggiungere la Grecia è aumentato del 17%. A suo avviso, tale aumento è dovuto al crescente numero di stranieri che si stanno spostando verso l’Occidente dalla Siria, dall’Iran e dall’Iraq. Alla luce di questa crescente pressione migratoria, Leggeri ha esortato le autorità europee ad aumentare i controlli presso le frontiere e ad attuare sistemi di deportazione efficaci.

La UN Refugee Agency (UNHCR) ha stimato che, nel mese di aprile, sono giunti 2.900 migranti nell’est della Grecia, nella provincia di Evros, provenienti dalla Turchia. La maggior parte di loro è costituita da siriani e iracheni. La portavoce della Frontex, Izabelle Cooper, ritiene che sia troppo presto per determinare le cause di questi aumenti, in quanto è necessario più tempo per monitorare i flussi e capire il loro andamento reale.

Già nel mese di marzo era stata registrata una forte crescita nel numero di migranti che dalla Turchia avevano tentato di raggiungere la Grecia. Il 13 aprile, la polizia greca aveva dichiarato che, solamente a marzo, erano stati fermati 1.658 rifugiati, giunti nel Paese attraverso il fiume Evros, al confine con la Turchia. Il numero è più che quintuplicato rispetto al marzo 2017, quando erano state fermate soltanto 262 persone.

La chiusura della rotta balcanica, avvenuta con la firma di un accordo tra l’Unione Europea e la Turchia, il 18 marzo 2016, avrebbe dovuto arrestare il traffico di esseri umani e l’immigrazione illegale. Tale accordo, tuttavia, non ha prodotto gli effetti sperati in quanto, già il 14 febbraio 2017, Amnesty International aveva pubblicato un reclamo, in cui denunciava la situazione di migliaia di rifugiati, i quali, destinati a essere rimandati in Turchia, si trovavano ancora in un limbo nelle isole greche, in condizioni di grave disagio. A tale proposito, Gauri Gulik, vice-direttore di Amnesty International per l’Europa, definì l’accordo sull’immigrazione, firmato con Ankara, “un disastro”.

I migranti che sono arrivati sulle isole greche in seguito all’accordo con la Turchia possono raggiungere il territorio della Grecia continentale soltanto dopo l’esame delle loro richieste asilo. Date i lunghi periodi di attesa, i campi di rifugiati delle isole sono sovraffollati a mal gestiti. L’8 marzo, Human Rights Watch (HRW) ha lanciato l’ennesimo appello per denunciare le condizioni dei migranti intrappolati sulle isole greche. Secondo le stime dell’organizzazione umanitaria, sarebbero 13.000 gli individui ancora bloccati in territorio greco, dove sono costretti a vivere in centri in condizioni precarie, senza avere accesso ai beni di prima necessità, alle cure mediche e all’assistenza. A febbraio, secondo quanto riferito dal comunicato dell’agenzia dell’Onu, più di 600.000 richiedenti asilo avevano vissuto episodi di molestie e violenza nel corso di tutto il 2017, nonostante gli sforzi del governo di Atene per migliorare le condizioni dei centri di accoglienza.

Dall’altra parte, secondo le stime dell’Onu, la Turchia starebbe ospitando più di 3,5 milioni di rifugiati siriani. Nel settembre 2016, Ankara aveva avviato la costruzione del primo muro volto a separare la Turchia dalla Siria, per un investimento di 400 milioni di dollari. I primi 556 km, sono stati completati nel luglio 2017. Una volta terminati i lavori, il muro raggiungerà i 911 km.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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