Siria: accordo tra Al-Assad e i ribelli a Homs e Hama

Pubblicato il 3 maggio 2018 alle 11:29 in Medio Oriente Siria

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I ribelli siriani che si trovano nelle ultime roccaforti, situate nei governatorati di Homs e Hama, hanno raggiunto un accordo con le forze del governo siriano, fedele al presidente Bashar Al-Assad, che consente loro di abbandonare l’enclave in modo sicuro.

Secondo quanto stabilito dall’accordo, raggiunto grazie alla mediazione della Russia, i soldati governativi prenderanno possesso del territorio, mentre i ribelli e i civili, che si trovano nell’area, potranno abbandonarla in maniera sicura, dopo aver consegnato le armi pesanti. Coloro che si opporranno all’accordo verranno trasferiti nel governatorato di Idlib, situato nel nord-ovest della Siria, l’ultima grande roccaforte dell’opposizione siriana, a partire da sabato 5 maggio.

Nel governatorato di Idlib stanno convergendo tutti i ribelli siriani che hanno lasciato le loro enclave, nel contesto degli accordi con il governo. Al momento, il territorio costituisce un riparo per i civili e i ribelli scacciati dalle forze del regime in altre zone della Siria, in particolare il Ghouta orientale, oltre ai civili che sono stati costretti ad abbandonare il distretto di Afrin, in seguito al lancio dell’operazione turca Ramo d’Olivo, avvenuto il 20 gennaio. Il 6 marzo, Ankara aveva annunciato che avrebbe stabilito alcuni campi profughi nel governatorato di Idlib, per ospitare circa 170.000 sfollati siriani provenienti dal distretto di Afrin. Nel governatorato di Idlib si trovano anche i combattenti di Tahrir Al-Sham che erano stati rimpatriati, insieme alle loro famiglie, dai campi profughi di Arsal, in Libano, nell’agosto 2017. In merito alla situazione del governatorato, il 24 aprile, l’inviato speciale del segretario generale dell’ONU per la Siria, Staffan de Mistura, aveva esortato la comunità internazionale a prevenire un nuovo disastro umanitario nel territorio. In questo contesto, de Mistura aveva affermato che Idlib potrebbe costituire il prossimo obiettivo del presidente siriano, nel contesto della guerra contro i ribelli per il controllo del territorio nazionale siriano.

Secondo quanto riferito dall’Osservatorio siriano per i diritti umani, nonostante il raggiungimento dell’accordo, gli scontri tra i soldati di Al-Assad e i ribelli siriani sarebbero ancora in corso nei territori di Homs e Hama. Da parte sua, il governo di Damasco non ha commentato ufficialmente la notizia del patto con i ribelli che si trovano nel territorio, tuttavia, nella serata di martedì 1 maggio, l’agenzia di stampa nazionale siriana SANA aveva riferito alcuni dettagli in merito a un accordo preliminare tra le due parti.

Oltre ai governatorati di Homs e Hama, i soldati di Al-Assad stanno avanzando nell’area a sud di Damasco, l’ultimo territorio vicino alla capitale nel quale sono ancora presenti i ribelli siriani e i militanti dei gruppi estremisti, tra i quali lo Stato Islamico. Domenica 29 aprile, le forze siriane avevano stretto un accordo con le fazioni dei ribelli presenti in tre aree situate nei dintorni della capitale siriana. Le ultime zone ancora in mano ai ribelli sono state circondate dai soldati di Al-Assad, che si prepara ad allontanarli dal territorio.

Nel contesto del patto, ci si aspetta che circa 5.000 combattenti, insieme alle loro famiglie, abbandonino il territorio, grazie ad alcuni autobus arrivati nell’area giovedì 3 maggio. L’assalto contro il territorio era iniziato il 17 aprile, quando l’esercito siriano aveva iniziato a bombardare l’enclave. Una volta conquistato il territorio, il presidente siriano riprenderà il pieno controllo della capitale.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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