L’Unione Europea sostiene le riforme di sicurezza in Somalia

Pubblicato il 3 maggio 2018 alle 15:40 in Africa Somalia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’Alto Rappresentante dell’Unione Europea, Federica Mogherini, ha incontrato a Bruxelles il premier somalo, Hassan Ali Khaire, per discutere delle riforme politiche e di sicurezza intraprese dal governo di Mogadiscio.

Durante l’incontro, che si è svolto nella giornata di mercoledì 2 maggio, la Mogherini ha accolto favorevolmente la decisione delle autorità somale di attuare riforme in linea con il piano sulla sicurezza nazionale, che era stato concordato dai vertici di sicurezza somali nel 2017. In questo contesto, l’Alto funzionario ha altresì ribadito il ruolo dell’Unione Europea come principale partner a sostegno dell’attuazione di riforme politiche, economiche e di sicurezza nel Paese.

In un messaggio su Twitter, il primo ministro somalo ha affermato di condividere con l’Alto Rappresentante UE l’opinione riguardo i progressi raggiunti, pur riconoscendo le sfide che il Paese del Corno d’Africa deve costantemente fronteggiare.

Questo incontro ha preceduto la riunione sulla sicurezza in Somalia, tenutasi a Bruxelles il 2 maggio, alla quale hanno partecipato alcuni funzionari del governo somalo, delle Nazioni Unite, dell’UA, dell’UE, nonché esperti di sicurezza e donatori internazionali. I partecipanti hanno discusso nuovamente i progressi del piano di transizione ideato dalla missione dell’Unione Africana in Somalia (AMISOM) ed esortato il governo del Paese ad accelerare la creazione di una forza militare, capace di rispondere efficacemente agli attacchi compiuti dai terroristi affiliati ad Al-Shabaab.

Nel corso del 2017 si erano tenute una serie di riunioni tra il governo federale della Somalia (FGS), la missione dell’Unione africana in Somalia (AMISOM), l’ONU e l’Unione europea, allo scopo di sviluppare un piano di transizione per la sicurezza in Somalia, che prevede il trasferimento della responsabilità in materia di sicurezza nazionale da AMISOM alle forze di sicurezza somale.

L’AMISOM è un’operazione di peacekeeping dell’Unione Africana, stabilita nel 2007 con un mandato iniziale di 6 mesi che è stato poi prolungato nel corso degli anni. I Paesi che partecipano alla missione sono Uganda, Kenya, Burundi, Somalia, Etiopia, Gibuti e Sierra Leone. Attualmente, 22.000 soldati dell’Unione Africana si trovano in Somalia, ma entro il 2020 è previsto il loro ritiro definitivo dal Paese.

I militari dell’AMISOM sono principalmente impegnati nella lotta contro il gruppo terroristico Al-Shabaab affiliato ad Al-Qaeda, responsabile di diversi attacchi nella capitale e dintorni. Al-Shabaab, in arabo “la gioventù”, è attiva sul territorio somalo dal 2006 e mira a rovesciare il governo di Mogadiscio, appoggiato dall’Onu, per prendere il potere e imporre la propria visione della legge islamica, la sharia. Ad oggi, l’attacco più letale compiuto da al-Shabaab in Somalia si è verificato il 14 ottobre 2017, a Mogadiscio, dove l’esplosione di autobombe ha ucciso più di 500 persone.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.