Siria: raid uccidono 23 civili, di cui 10 bambini

Pubblicato il 2 maggio 2018 alle 12:18 in Medio Oriente Siria

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Almeno 23 civili, tra i quali 10 bambini, sono stati uccisi da alcuni raid che hanno colpito un villaggio situato nel territorio nord-orientale della Siria, secondo quanto riferito dall’Osservatorio siriano per i diritti umani.

Gli attacchi aerei sarebbero stati condotti martedì 1 maggio contro il villaggio di Al-Qasr, situato nel governatorato di Al-Hasakah, nel nord-est della Siria. Si tratta di un’area del territorio siriano che si troverebbe ancora sotto il controllo dello Stato Islamico. Al momento, non si conoscono i responsabili del raid. In questo contesto, l’Osservatorio siriano per i diritti umani ha dichiarato: “Al momento, non siamo a conoscenza se l’attacco sia stato condotto dalla coalizione internazionale, a guida americana, o dalle forze irachene”.

Nel territorio nord-orientale della Siria sono attive le forze irachene e della coalizione internazionale, a guida americana, che sostengono le Syrian Democratic Forces (SDF), impegnate a combattere le cellule nascoste dello Stato Islamico rimaste all’interno del territorio siriano e, in particolare, sulla riva orientale del fiume Eufrate. Nell’area sono presenti anche i soldati dell’esercito governativo, fedele al presidente siriano, Bashar Al-Assad, che conducono offensive contro l’organizzazione terroristica a ovest del fiume Eufrate.

Gli Stati Uniti sono entrati nel conflitto siriano nel 2014 con l’operazione Inherent Resolve, nonostante la contrarietà del presidente siriano Bashar Al-Assad, che aveva definito l’intervento americano “illegittimo e illegale”. Inherent Resolve è l’operazione militare statunitense contro lo Stato Islamico in Siria e in Iraq, avviata il 15 giugno 2014, dopo la richiesta ufficiale di sostegno avanzata dal governo iracheno. La missione americana in Siria era iniziata come un supporto militare alle forze curde che combattono l’ISIS. In seguito si è espansa includendo altresì altre missioni mirate a mantenere la pace tra le forze del regime e i ribelli siriani e ad aiutare nella ricostruzione del Paese. Martedì 17 aprile, in occasione di un briefing in merito alla situazione della missione americana in Siria e in Iraq, il portavoce della coalizione internazionale, a guida americana, che combatte contro lo Stato Islamico in Siria e in Iraq, Ryan Dillon, aveva dichiarato che, in Siria, i soldati dello Stato Islamico continuerebbero a essere presenti nel territorio orientale del Paese e, in particolare, nel villaggio di Hajin, situato nei pressi della riva orientale del fiume Eufrate, a nord di Albu Kamal, e a Dashisha, che si trova anch’essa sulle rive dell’Eufrate, a ovest della città di Deir Ezzor, oltre ad alcune aree a sud di Damasco.

L’Iraq sta conducendo alcuni attacchi aerei contro le postazioni dello Stato Islamico che si trovano all’interno del territorio siriano, in coordinamento con le forze del presidente Bashar Al-Assad. Baghdad sostiene la Siria nella lotta contro lo Stato Islamico. Oltre a ciò, l’Iraq ha intrapreso una campagna contro le cellule dormienti dell’organizzazione terroristica che si nascondono all’interno del suo territorio nazionale, in particolare nelle aree di confine con la Siria, e che continuano a condurre attentati contro Baghdad.

Il presidente siriano sta conducendo operazioni militari mirate a riprendere possesso dei territori che gli sono stati sottratti dai ribelli e dai militanti dell’ISIS. Al momento, l’esercito governativo è attivo nel sud di Damasco e nel governatorato di Idlib, che costituiscono le ultime grandi roccaforti dei ribelli all’interno del territorio siriano, e sulla riva occidentale del fiume Eufrate, dove è impegnato nella lotta contro lo Stato Islamico.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.