Marocco: annuncio taglio dei rapporti diplomatici con l’Iran

Pubblicato il 2 maggio 2018 alle 11:35 in Africa Marocco

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Il ministro degli Esteri del Marocco, Nasser Bourita, ha annunciato di voler tagliare i rapporti diplomatici con l’Iran a causa del sostegno fornito da Teheran al Fronte Polisario, il movimento indipendentista del Sahara Occidentale, nella giornata di martedì 1 maggio.

Bourita ha dichiarato ad Al Jazeera English che Rabat sarebbe in possesso di prove secondo cui il governo iraniano, attraverso la propria ambasciata ad Algeri, avrebbe aiutato l’organizzazione sciita libanese Hezbollah a fornire un sostegno finanziario e logistico al Fronte Polisario. Secondo quanto riferito dal ministro ai giornalisti, nel mese di maggio Hezbollah avrebbe inviato missili SAM9, SAM11 e Strela al movimento separatista. Bourita sostiene di aver già presentato le prove alla sua controparte iraniana.

Il ministro ha altresì affermato di voler chiudere l’ambasciata del Marocco a Teheran, mentre l’ambasciatore iraniano e l’incaricato d’affari a Rabat sono già stati espulsi martedì, con effetto immediato.

Come riportato dall’agenzia di stampa iraniana IRNA, il portavoce del ministero degli Esteri dell’Iran, Bahram Qasemi, avrebbe respinto tutte le accuse, definendole “false”. Da parte sua, Hezbollah ha smentito, tramite una dichiarazione, di aver addestrato e armato il Fronte Polisario, ribadendo che il Marocco avrebbe preso la sua decisione sotto “pressione americana, israeliana e saudita”. Durante un incontro con alcuni rappresentanti della stampa nazionale e straniera, Bourita ha negato di aver agito sotto l’influenza o la pressione di terzi.

In seguito al ritiro del dominio spagnolo nel 1975, il Marocco annesse due terzi del Sahara Occidentale al proprio territorio. Il Fronte Polisario, che rappresenta il movimento di liberazione del popolo saharawi, annunciò nel 1976 la nascita della Sahara Arab Democratic Republic (SADR), instaurando un governo in esilio in Algeria. Nel 1979 il Fronte Polisario firmò un trattato di pace con la Mauritania, che si era impegnata a ritirare le truppe dal territorio occupato, non riconosciuto dal Marocco. Il Fronte intraprese una guerriglia per l’indipendenza fin quando, il 6 settembre 1991, venne dichiarato un cessate il fuoco, supportato dalla Missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO). Nel 1984 il Sahara Occidentale entrò, come membro separato, nella Organization for African Unity (OAU) che sarebbe poi divenuta l’Unione Africana (AU) nel 2001. In risposta, il Marocco la abbandonò. Dopo 33 anni di assenza, il primo febbraio 2017, il Paese è rientrato a fare parte dell’Unione.

Ancora oggi, il governo di Rabat sostiene che l’area del Sahara Occidentale, ricca di riserve di fosfato, faccia parte del Regno del Marocco. Il Fronte Polisario, invece, continua a battersi affinché venga indetto un referendum per l’autodeterminazione del proprio territorio, dove risiedono circa mezzo milione di individui. La situazione si è aggravata nell’agosto 2016, quando il Marocco ha invaso la zona indipendente del Sahara Occidentale, violando il cessate il fuoco imposto dalle Nazioni Unite. Attualmente, tale territorio è diviso in diverse zone, alcune autonome, altre occupate dalle truppe marocchine.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

di Redazione

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