Libia: ISIS rivendica attentato alla sede dell’Alta Commissione elettorale di Tripoli

Pubblicato il 2 maggio 2018 alle 16:53 in Africa Libia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Un attentatore suicida e altri terroristi hanno attaccato l’Alta Commissione elettorale a Tripoli, uccidendo almeno 13 persone, nella mattina di mercoledì 2 maggio. L’annuncio è stato fatto dal Ministero della Salute libico, il quale ha riferito che vi sarebbero, al momento, anche 19 feriti.

La portavoce del Ministero, Wedad Abu Niran, ha dichiarato all’agenzia di stampa statunitense Associated Press che l’attentatore si sarebbe fatto esplodere all’interno della sede della Commissione, mentre altri militanti incendiavano l’edificio. Testimoni oculari hanno detto di aver sentito due forti esplosioni, seguite da pesanti colpi di arma da fuoco.

Secondo quanto riferito dal portavoce della Commissione elettorale, Khaled Omar, le forze di sicurezza libiche avrebbero aperto il fuoco contro gli assalitori, nel tentativo di riprendere il controllo degli uffici. Il funzionario è riuscito a fuggire, insieme ad altri membri del personale.

L’attacco è stato rivendicato dallo Stato Islamico. Secondo quanto riferito dall’emittente BBC News, l’obiettivo degli estremisti islamici sarebbe quello di opporsi alla prospettiva di nuove elezioni in Libia. Anche diverse ambasciate e istituzioni straniere hanno affermato che si tratterebbe di un tentativo di indebolire la stabilità nel Paese, in vista delle elezioni generali previste entro la fine dell’anno.

La Missione di Supporto dell’ONU in Libia ha commentato l’accaduto, affermando, su Twitter, che gli attacchi terroristici non fermeranno il processo di creazione dell’unità nazionale, né impediranno l’istituzione dello stato di diritto nel Paese. Le Nazioni Unite fanno riferimento alla possibilità di organizzare nuove elezioni in Libia entro la fine del 2018. In questo contesto, in occasione dell’incontro del Quartetto sulla Libia, che si era tenuto al Cairo lunedì 30 aprile e aveva visto coinvolti l’Unione Europea, l’Unione Africana, la Lega Araba e le Nazioni Unite, la Lega aveva nuovamente richiesto che in Libia si tenessero elezioni entro la fine dell’anno, affermando che avrebbe introdotto diverse misure per assicurare che le votazioni si svolgessero in un clima di trasparenza. Il Quartetto aveva altresì affermato che i cittadini libici avrebbero dovuto impegnarsi in anticipo a rispettare i risultati di tali elezioni, evitando il ricorso alla violenza e all’intimidazione.

L’attuale situazione in Libia è caratterizzata dall’instabilità. Il Paese è precipitato nel caos a seguito dell’uccisione del colonnello Muammar Gheddafi, che governava il Paese dal 1969, avvenuta il 21 ottobre 2011. Attualmente, la Libia è divisa tra due governi rivali: quello di Tripoli, riconosciuto dalla comunità internazionale, è stato creato dalle Nazioni Unite e si è insediato nella capitale il 30 marzo 2016; l’altro, invece, riconosce come capitale Tobruk ed è sostenuto da Russia, Egitto ed Emirati Arabi Uniti. A Tripoli vi è inoltre un secondo governo, guidato da Khalifa al-Ghuwail e sostenuto dal Qatar, che si oppone a quello riconosciuto dall’ONU, rivendicando la propria legittimità politica.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.