Duplice attentato in Nigeria: almeno 86 morti

Pubblicato il 2 maggio 2018 alle 22:16 in Africa Nigeria

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Almeno 86 persone sono state uccise nel duplice attacco avvenuto martedì 1 maggio nella città di Mubi, nel nord-est della Nigeria. Le due esplosioni si sono verificate, a distanza di pochi minuti, in una moschea e nel mercato adiacente, dove si erano rifugiati molti fedeli in fuga.

Secondo le dichiarazioni del portavoce della polizia di stato, Othman Abubakar, riportate dall’agenzia di stampa The Associated Press, “le aree interessate dalle esplosioni sono state isolate grazie all’aiuto delle squadre di artificieri e di altri addetti alla sicurezza”. I residenti hanno sostenuto di aver visto un uomo, con una cintura esplosiva addosso, entrare nella moschea insieme ai fedeli. L’attentatore suicida, che si era infiltrato nella folla, si sarebbe fatto esplodere nel mezzo della preghiera. Un altro kamikaze, invece, avrebbe fatto scoppiare l’esplosivo 200 metri più avanti, nella piazza del mercato.    

Nonostante, al momento, non ci sia stata nessuna rivendicazione da parte di Boko Haram, gli attentati sembrano portare il marchio del gruppo jihadista. Se confermato, questo sarebbe il secondo attacco in sei mesi compiuto dai terroristi in una moschea di Mubi. Il 21 novembre 2017, un giovane attentatore si era fatto saltare in aria, al momento della preghiera mattutina, uccidendo almeno 50 persone.

Il gruppo di Boko Haram, attivo in Nigeria dal 2009, è solito utilizzare nei suoi attacchi giovani kamikaze, sia uomo sia donna, che, dopo essere stati rapiti, vengono fatti esplodere in luoghi affollati, come piazze e mercati. Da quando sono cominciate le sue offensive, più di 20.000 persone sono state uccise e circa 2.6 milioni di cittadini hanno dovuto abbandonare le loro case. Nel febbraio 2014, Boko Haram aveva preso il controllo del territorio di Adamawa, dove si trova Mubi. Tuttavia, all’inizio del 2015, le truppe governative erano riuscite a respingere i militanti dalla regione e a ristabilire la pace, almeno fino all’attentato di novembre 2017, uno dei più sanguinosi avvenuti in quell’area. Il primo gennaio 2018, il presidente nigeriano, Muhammadu Buhari, ha ammesso che, nonostante la sconfitta tecnica dei jihadisti, continuano a verificarsi attentati sparsi. A suo avviso, “nemmeno le migliori forze di polizia potrebbero sventare determinati attacchi criminali”.

Secondo la corrispondente di Al Jazeera, Jamela Alindogan, gli attentati di martedì 1 maggio a Mubi “si sono verificati in un momento critico”. La donna ha rivelato che: “L’esercito nigeriano ha lanciato un’operazione ad alta intensità intorno al lago Chad, dove si crede che i membri di Boko Haram, in collegamento con quelli dell’Isis, abbiano la propria base”.

In base alle stime del governo americano, nel 2015, Boko Haram è stato il terzo gruppo terroristico del mondo per numero di attentati, pari a 491, con un totale di 5450 vittime, secondo soltanto ai talebani e all’ISIS.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

di Redazione

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