Corea del Sud: i soldati americani devono rimanere

Pubblicato il 2 maggio 2018 alle 18:30 in Asia Corea del Sud

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il governo di Seoul ha affermato, mercoledì 2 maggio, che le truppe americane stanziate sul territorio coreano rimarranno in Corea, anche nel caso in cui dovesse essere ratificato un trattato di pace con la Corea del Nord.

“La questione delle United States Forces Korea (USFK) riguarda esclusivamente i rapporti bilaterali tra la Corea del Sud e gli Stati Uniti. Non vi è alcun collegamento tra lo stanziamento dell’USFK e la ratifica di un trattato di pace con la Corea del Nord per porre fine alla guerra di Corea”, ha riferito Kim Eui-kyeom, portavoce della Blue House di Seoul.

La dichiarazione del governo di Seoul risponde alla questione sollevata dal consigliere presidenziale Moon Chung-In, il quale ha sostenuto, in un articolo pubblicato su Foreign Affairs, il fatto che potrebbe essere difficile giustificare la presenza delle forze militari americane sul territorio sudcoreano, qualora la Corea del Nord decidesse effettivamente di porre fine al clima di guerra ratificando un trattato di pace con Seoul.

Attualmente il governo di Washington ha circa 28.500 soldati stanziati in Corea del Sud. Il governo di Pyongyang ha spesso chiesto la rimozione di queste truppe come precondizione per il suo smantellamento dell’arsenale nucleare. Tuttavia, all’interno della Joint Panmunjom Declaration, siglata dal presidente sudcoreano Moon Jae-In e dal leader nordcoreano Kim Jong Un alla fine dello storico incontro svoltosi venerdì 27 aprile, non vi è alcun riferimento relativo al ritiro delle truppe americane.

Il ministro della difesa sudcoreano, Song Young-moo, inoltre, ha confermato l’arrivo di 8 caccia americani stealth Raptor F22, domenica 29 aprile, presso la base aeronautica di Gwangju in occasione dell’esercitazione militare congiunta con l’esercito sudcoreano prevista a partire dall’11 maggio per due settimane, denominata operazione “Max Thunder”.

“Max Thunder è un’esercitazione regolare, prevista e calendarizzata prima della decisione da parte della Corea del Nord di svolgere un summit diretto con gli Stati Uniti”, ha precisato il ministro della difesa Song. Secondo quanto riportato dal quotidiano sudcoreano Chosun Ilbo, invece, l’arrivo dei caccia americani rappresenterebbe un modo per mantenere alta la pressione sulla Corea del Nord prima dell’incontro previsto entro quattro settimane tra il leader nordcoreano Kim e il presidente americano Trump.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Alice Barberis

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.