Brasile: proposta di Nobel per la Pace a Lula

Pubblicato il 1 maggio 2018 alle 9:23 in America Latina Brasile

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Oltre 252.000 persone hanno aderito finora alla richiesta per sollecitare di conferimento del premio Nobel per la Pace 2019 all’ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva, in carcere nella città di Curitiba perché condannato in via definitiva a 12 anni e 1 mese di galera per reati di corruzione e riciclaggio di denaro.

La campagna è stata ideata e lanciata dal difensore argentino dei diritti umani e premio Nobel perla Pace 1980, Adolfo Pérez Esquivel, come forma di presta contro la magistratura brasiliana e in segno di solidarietà con Lula, che sconta la sua condanna nella Sovrintendenza della Polizia Federale nella capitale dello Stato del Paranà dal 7 aprile scorso.

Condannato secondo i suoi sostenitori e secondo la sinistra latinoamericana “senza prove” e in un processo che gli avvocati della difesa dell’ex presidente considerano “piagato di illegalità e con chiari propositi politici”, A Lula è stato vietato la settimana scorsa dal giudice federale di Paranà, Carolina Lebbos, di ricevere la visita di Pérez Esquivel.

In una lettera diretta al Comitato per il Nobel Norvegese, e diffusa attraverso le reti sociali, il titolare dell’organizzazione Servizio Pace e Giustizia (Serpaj) dell’Argentina ha sottolineato come la lotta contro la fame e la povertà portato avanti dai governi di Lula tra i 2003 ed il 2010, in un paese che si classifica tra quelli con maggiore disuguaglianza strutturale del mondo, sia degna del prestigioso riconoscimento.

Programmi come “Fame Zero” e “Borsa Famiglia” hanno consentito ad oltre 30 milioni di persone di uscire dalla fascia di “povertà estrema”, ottenendo sussistenza adeguata. Detti programmi, continua Pérez Esquivel, hanno trasformato il Brasile in un modello di successo mondiale, riconosciuto da organismi internazionali come l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO), il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (PNUD) e la Banca Mondiale.

Prima della condanna Lula era il favorito secondo tutti i sondaggi alle elezioni presidenziali previste per il prossimo autunno. La sinistra latinoamericana, che negli ultimi anni ha perso le presidenze di Brasile, Argentina, Paraguay, Perù e Cile e attraversa una grave divisione in Ecuador, guardava alla possibile vittoria di Lula come al momento della rivincita. Nonostante l’insistenza sul suo nome da parte del Partito dei Lavoratori, è molto improbabile che l’ex presidente possa partecipare alle prossime elezioni.

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Traduzione dal portoghese e dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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