Siria: “razzi del nemico” colpiscono basi siriane a Hama e Aleppo

Pubblicato il 30 aprile 2018 alle 11:16 in Medio Oriente Siria

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La televisione di Stato siriana ha reso noto che, la sera di domenica 29 aprile, numerosi razzi hanno colpito alcune basi militari dell’esercito del presidente Bashar Al-Assad presso Hama e Aleppo, in quella che è stata definita “una nuova aggressione da parte dei nemici del regime siriano”.

Al momento, non è stato ancora individuato il responsabile delle offensive. L’inviato di al-Jazeera English ad Aleppo, Maan al-Khoder, ha riferito che si è trattato di “uno degli attacchi più grandi contro l’esercito siriano”. Gli abitanti di Aleppo hanno raccontato di aver udito esplosioni molto forti, mentre alcune fonti di intelligence hanno riportato a Reuters che i lanci, probabilmente, erano diretti a colpire le milizie iraniane che combattono al fianco delle forze di Al-Assad.

Secondo quanto diffuso dal New York Times, il quale ha citato a fonti militari israeliane, Israele aveva condotto l’attacco del 9 aprile contro la base aerea T-4, situata nei pressi di Homs, nel territorio centro-occidentale della Siria. Quel giorno, l’esercito russo, principale sostitutore del regime siriano, aveva dichiarato che due jet da combattimento israeliani F15 avevano condotto raid aerei contro la base aerea T-4. Tale attacco ha causato la morte di 14 persone, tra cui 3 iraniani e diverse decine di feriti. La T-4 è la più grande base militare situata nel territorio siriano, da cui partono regolarmente le truppe russe per colpire le aree che si trovano sotto il controllo dei ribelli. Tale struttura si trova all’interno di un’area desertica di importanza strategica, che ospita i principali giacimenti di gas del Paese.

Secondo Ansrew Tabler, esperto della Siria presso il Washington institute for Near East Policy, l’offensiva di domenica 29 aprile contro Aleppo e Homs potrebbe essere nuovamente responsabilità di Israele, dal momento che, ultimamente, le forze israeliane stanno cercando di colpire le basi iraniane in Siria. Inoltre, dato che le basi colpite ospitano milizie iraniane, a suo avviso, è ancora più probabile che sia stata opera di Israele, anche se il responsabile non è ancora stato individuato. Al momento, la televisione di Stato siriana non ha ancora incolpato nessuno in particolare.

Come spiega Reuters, Israele mira a compire le milizie iraniane che sostengono il regime di Al-Assad e che, al contempo, appoggiano il gruppo sciita libanese Hezbollah, che rappresenta una delle principali minacce lungo i confini tra Libano ed il territorio israeliano. L’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani ha riferito che le offensive del 29 aprile hanno causato la morte di almeno 26 soldati, tutti iraniani e iracheni.

Dall’altra parte, il 27 aprile, il ministro della Difesa israeliano, Avigdor Liberman, ha minacciato l’Iran, dichiarando che il suo Stato risponderà a qualsiasi minaccia posta da Teheran. Le tensioni tra i due Paesi sono aumentate particolarmente nell’ultimo mese, soprattutto dopo l’episodio del 9 aprile. A peggiorare la situazione, il 13 aprile, l’esercito israeliano ha riferito che il drone iraniano che aveva attraversato lo spazio aereo di Israele il 10 febbraio scorso, passando attraverso i cieli della Giordania, era stato armato con esplosivo e inviato nel Paese per condurre un attacco contro lo Stato ebraico.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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