Kabul: doppio attacco dell’ISIS vicino al Dipartimento dell’intelligence

Pubblicato il 30 aprile 2018 alle 10:28 in Afghanistan Asia

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Almeno 29 persone sono morte, mentre altre 49 sono rimaste ferite, in due esplosioni separate che hanno colpito la capitale dell’Afghanistan, Kabul, la mattina presto di lunedì 30 aprile. Secondo quanto riportato da Al-Jazeera English, l’ISIS ha rivendicato gli attacchi.

L’agenzia di stampa afghana Khaama Press ha riferito che la prima esplosione si sarebbe verificata alle 8:00 locali, nell’area di Shashdarak, quando un kamikaze alla guida di una moto si è fatto saltare in aria vicino al National Directorate of Security (NDS), il Dipartimento dell’intelligence . La seconda esplosione, invece, avrebbe avuto luogo circa venti minuti dopo la prima, mentre i soccorsi stavano raggiungendo il luogo dell’incidente. Gli ufficiali di sicurezza afghani non hanno fornito ulteriori dettagli.

Il reporter dell’emittente afghana TOLO News, Gulabuddin Ghubar, presente sulla scena, ha riferito che almeno un giornalista è rimasto ucciso negli attacchi, mentre altri due sono rimasti feriti. “La seconda esplosione è avvenuta mentre i reporter e i cameramen stavano affollando l’area per trasmettere la notizia”, ha specificato Ghubar.

I militanti della della Khorasan Province, la branca dell’ISIS attiva in Afghanistan e in Pakistan dal 2015, effettuano offensive continue contro le forze di sicurezza afghane e straniere, e contro le minoranze sciite presenti nei due Paesi. L’ultima azione rivendicata dalla Khorasan Province risale al 23 aprile, quando  tre fratelli, impiegati in professioni sanitarie, sono stati decapitati nel distretto di Chaparhar.

Intanto, il 25 aprile, i talebani hanno annunciato una nuova offensiva di primavera contro le forze americane presenti in Afghanistan e le forze di sicurezza e di intelligence locali. Tale offensiva è stata soprannominata operazione “Al-Khandaq”, con riferimento alla battaglia condotta nel VII secolo d.C. dal profeta Maometto a Medina, in cui i combattenti musulmani sconfissero gli invasori considerati infedeli. Con l’avvio della nuova campagna di attentati, i talebani hanno ufficialmente respinto la proposta di tregua avanzata dal presidente Ashraf Ghani, il 28 febbraio scorso. Nell’occasione, il leader afghano aveva proposto ai talebani di essere coinvolti nel processo di pace, avanzando l’istituzione di un cessate il fuoco, il rilascio dei prigionieri, insieme all’organizzazione di nuove elezioni che includessero i militanti, e che prevedessero una revisione costituzionale. Le ultime offensive compiute dai talebani si erano verificate il 28 aprile, quando alcuni militanti avevano assediato un distretto nell’Afghanistan settentrionale, mentre altri avevano fatto esplodere una bomba nei pressi di base militare della provincia meridionale di Helmand, provocando la morte di almeno 5 persone.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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