Gibuti: premier etiope in visita per discutere di questioni comuni

Pubblicato il 30 aprile 2018 alle 13:30 in Etiopia Gibuti

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il primo ministro etiope, Abiy Ahmed, è giunto in visita nella vicina Repubblica di Gibuti,  sabato 28 aprile, nel corso del suo primo viaggio all’estero da quando, il 2 aprile 2018, ha assunto la guida dell’Etiopia.

Abiy ha incontrato il presidente del Gibuti, Omar Guelleh, per discutere di questioni di reciproco interesse per i rispettivi Paesi e, più in generale, per la regione del Corno d’Africa.

È la seconda volta che il premier incontra un capo di Stato di un Paese vicino, dopo che già la scorsa settimana, in occasione della partecipazione al Forum di Tana a Bahar Dar, nella regione di Amhara, Abiy aveva incontrato il leader sudanese, Omar al-Bashir.

La scelta del premier di recarsi in Gibuti, come prima meta del suo viaggio, è stata lodata  da un importante attivista etiope, Jawar Mohammed, il quale risiede negli Stati Uniti ed è impegnato nella promozione della democrazia in Etiopia. In un post sui social media, l’attivista ha dichiarato che sia il partito al governo dell’Etiopia, sia l’opposizione, sarebbero erroneamente convinti che la politica estera etiope debba privilegiare i rapporti diplomatici con i Paesi e i “superpoteri” occidentali, piuttosto che con gli Stati più vicini, come il Gibuti. Ha altresì affermato che il rafforzamento delle relazioni con questi ultimi apporterebbe un maggiore beneficio all’Etiopia, sia sul piano economico, sia su quello della sicurezza.

Abiy ha successivamente tenuto un discorso al Parlamento di Gibuti, nella giornata di domenica 29 aprile, a cui ha fatto seguito una conferenza stampa congiunta con il presidente del Paese del Corno d’Africa, Omar Guelleh. È previsto che il premier ritorni presto ad Addis Abeba.

I due Paesi mantengono relazioni amichevoli , sia sul piano diplomatico, sia su quello commerciale. La ferrovia Addis Abeba-Gibuti, costruita tra il 2011 e il 2016, permette il collegamento tra l’Etiopia e il mare, che era stato severamente limitato in seguito alla guerra che aveva visto fronteggiarsi l’Etiopia e l’Eritrea, tra il 1998 e il 2000. Il conflitto si era formalmente concluso con la firma dell’accordo di pace di Algeri, il 12 dicembre del 2000, che sanciva l’istituzione di una commissione volta a definire definitivamente i confini dei due Paesi. Tuttavia, le tensioni si erano ulteriormente aggravate nel marzo 2012, quando le forze militari etiopi avevano lanciato un assalto ad alcune postazioni in territorio eritreo, in risposta al presunto addestramento, da parte dell’Eritrea, di “gruppi sovversivi” finalizzati ad effettuare attacchi in Etiopia.

Abiy aveva espressamente annunciato il desiderio di normalizzare le relazioni con l’Eritrea, invitando Asmara a impegnarsi nel processo, durante il suo primo discorso ai legislatori tenutosi dopo la cerimonia di insediamento. Da parte sua, il ministro dell’informazione eritreo, Yemane Ghebre Meskel, aveva ribadito che le tensioni si sarebbero risolte una volta che le forze militari etiopi si fossero ritirate dai territori eritrei, in particolare dalla città di Badme.

L’ex primo ministro dell’Etiopia, Hailemariam Desalegn, si era dimesso il 15 febbraio per permettere l’attuazione di riforme democratiche nel Paese dove, dal novembre 2015, sono in corso proteste. Dal 16 febbraio, in Etiopia vige uno stato di emergenza, previsto per la durata di sei mesi che, nonostante l’elezione di un nuovo leader, non è ancora stato rimosso.

Negli ultimi 15 anni, l’Etiopia è diventata uno dei principali attori del Corno d’Africa sia sul piano economico sia su quello della sicurezza, motivo per cui si prevede che il Paese diventi il primo esportatore di energia dell’area, nonché lo Stato più importante per la produzione di energia rinnovabile di tutto continente africano.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.