Mosca: vertice Russia, Turchia e Iran sulla Siria

Pubblicato il 29 aprile 2018 alle 11:37 in Medio Oriente Siria

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I ministri degli Esteri della Russia, dell’Iran e della Turchia, durante un vertice trilaterale, hanno convenuto sulla necessità che il processo di pace in Siria continui nonostante i raid aerei condotti dalle potenze occidentali nella notte tra il 13 e 14 aprile.

A Mosca, nella giornata di sabato 28 aprile, ha avuto luogo un incontro trilaterale tra i tre ministri degli Esteri di Russia, Iran e Turchia, ossia rispettivamente Serghei Lavrov, Mohammad Javad Zarif e Mevlut Cavusoglu. In tale occasione si è discussa l’attuale situazione in Siria. Il ministro russo, Sergei Lavrov, ha affermato che i tre Paesi coinvolti nell’incontro devono aiutare il governo siriano a sradicare il terrorismo dalla nazione e liberare la Siria. In un secondo momento, Lavrov ha aggiunto che le dichiarazioni rilasciate da alcuni individui dell’opposizione politica siriana stanno danneggiando gli sforzi comuni volti a ravvivare il processo di pace. Secondo quanto ha affermato il ministro degli Esteri russo, nessun Paese potrà dettare clausole o precondizioni che interferiscano con i negoziati di Ginevra.

Per quanto riguarda la Turchia, nella conferenza stampa congiunta successiva all’incontro, il ministro degli Esteri Cavusoglu ha sottolineato la necessità che Mosca, Teheran e Ankara cooperino con le Nazioni Unite al fine di assicurare la legittimità di qualunque soluzione politica venga adottata in Siria, aggiungendo che una soluzione militare di qualsiasi tipo sul territorio sarebbe illegale e inaccettabile. Cavusoglu ha altresì affermato che le milizie curde delle People’s Protection Units (YPG), situate nella città siriana settentrionale di Manbij, rappresentano una minaccia per l’integrità territoriale tanto per la Siria quanto per la vicina Turchia.

Il vertice di sabato 28 aprile fa seguito all’attacco condotto in Siria, nella notte tra il 13 e il 14 aprile, da Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna, in seguito all’utilizzo di armi chimiche da parte di Al-Assad. Il raid delle forze occidentali, stando a quanto ha commentato il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, poco prima di prendere parte al vertice con l’omologo russo e quello iraniano, “ha reso la situazione nel Paese ancora più complicata e ha ostacolato il raggiungimento di una soluzione politica. Così, è stato necessario per i nostri tre Paesi, in quanto attori dei negoziati di Astana, indire un incontro ancora una volta qui a Mosca, per scambiarci i rispettivi punti di vista su come sia meglio continuare il processo delle trattative di Astana e Sochi”. Zarif ha poi ribadito che secondo il governo iraniano il dialogo è il miglior modo per dirimere il duraturo conflitto che sta lacerando la Siria. Il ministro ha concluso affermando che il dialogo iniziato con Astana è l’unico iter percorribile che possa portare a intraprendere azioni concrete ed efficaci nell’affrontare la crisi siriana. Inoltre, Zarif ha spiegato che nel vertice di sabato si sarebbe discusso il bisogno di continuare il dialogo sulla Siria per produrre soluzioni politiche concrete, e si sarebbe altresì ribadita la necessità di arginare qualunque manovra dell’opposizione che rischiasse di danneggiare l’integrità territoriale della Siria.

I principali diplomatici dell’Iran, della Turchia e della Russia, in quanto garanti del cessate-il-fuoco in Siria, nel corso dei diciotto mesi passati hanno presieduto a diversi incontri volti a discutere la situazione siriana. Tali dibattiti hanno coinvolto esperti, vice-ministri degli Esteri, ministri degli Esteri e gli stessi presidenti dei tre Paesi.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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