Algeria: almeno 15 migranti annegati a largo della costa

Pubblicato il 29 aprile 2018 alle 18:06 in Africa Algeria

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Almeno 15 migranti africani sono morti per annegamento in seguito al rovesciamento di un’imbarcazione di fortuna, sulla quale 34 individui stavano tentando di raggiungere l’Europa navigando a largo delle coste algerine.

Nella giornata di domenica 29 aprile, la guardia costiera algerina, insieme alle autorità della protezione civile del Paese, è riuscita a salvare 19 delle 34 persone che si erano imbarcate alla volta del continente europeo; la notizia è stata divulgata dall’agenzia di stampa nazionale, APS, e confermata dalla guardia costiera. Secondo quanto ha riportato l’emittente televisiva ufficiale Ennahar TV, la barca di migranti si è rovesciata ed è affondata a largo delle coste di Oran, una città algerina situata circa 450 km a ovest della capitale Algeri; l’imbarcazione sarebbe salpata dal Marocco. Allo stato attuale, non sono stati forniti ulteriori dettagli circa le nazionalità dei migranti che erano a bordo del vascello.

Giovedì 26 aprile, il ministero dell’Interno algerino aveva affermato che il Paese nordafricano sta subendo i forti effetti negativi di un afflusso di immigrati giunti clandestinamente dai Paesi sub-sahariani, come diretta conseguenza dei controlli più severi che a partire dal 2017 hanno iniziato a essere effettuati sulle coste libiche e negli Stati limitrofi, al fine di impedire la partenza della maggior parte dei barconi diretti in Europa.

Il 2017 ha rappresentato un momento di svolta nella gestione della crisi migratoria nel Mediterraneo, in quanto ha registrato il numero di sbarchi più basso dal 2014. In seguito all’arrivo di quasi 355mila migranti in Europa via mare nel 2016, di cui 181mila sbarcati in Italia, i governi dell’Unione Europea si sono imposti come priorità il raggiungimento di accordi bilaterali con i Paesi dell’Africa maggiormente coinvolti nel transito dei flussi migratori. L’Italia e l’UE, in particolare, dall’inizio del 2017, hanno concluso una serie di accordi con la Libia, cooperando con le autorità di Tripoli; da tali negoziati è risultata una significativa diminuzione degli sbarchi effettuati dal Paese nordafricano. Sia le autorità italiane sia quelle europee hanno aumentato l’assistenza alla Guardia Costiera libica, addestrando i suoi ufficiali, al fine di renderla più operativa nelle operazioni di intercettazione e soccorso in mare. Dall’ottobre 2016, gli ufficiali dell’Operazione Sophia si impegnano nel sostegno e nell’addestramento della Guardia Costiera e della marina libica. Tale operazione, lanciata nel luglio 2015 dall’Unione Europea, ha lo scopo di contrastare l’attività illegale dei trafficanti di esseri umani lungo il Mediterraneo centrale, che collega l’Italia alla Libia.

L’Algeria condivide 2.500 km di confine con il Mali e il Niger e, dal 2015, ha speso 20 milioni di dollari per gestire i flussi di rifugiati che abbandonavano i Paesi di origine nella regione del Sahel. “Nessuno ci ha aiutato, abbiamo gestito la situazione da soli”, ha precisato il ministro, rigettando le accuse mosse da Human Rights Watch e Amnesty International in merito alle deportazioni forzate dei migranti. Nel mese di ottobre 2017, il Ministero della Giustizia algerino aveva dichiarato di non aver chiuso le proprie frontiere ai migranti, ma di essere impegnato nella difesa dei confini, al fine di aumentare la sicurezza dell’Algeria. 

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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