Parigi: 72 nazioni contro il finanziamento del terrorismo

Pubblicato il 27 aprile 2018 alle 13:31 in Europa Francia

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Si è tenuta a Parigi la conferenza “No money for terror” sul finanziamento del terrorismo, presso la sede dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), Il 25 ed il 26 aprile. All’evento hanno preso parte 80 ministri provenienti da 72 Paesi, 18 organizzazioni internazionali e circa 500 esperti che hanno discusso la lotta contro il finanziamento del terrorismo, confrontando le loro esperienze e cercando di definire delle “buone pratiche comuni”. La conferenza è stata organizzata su iniziativa del presidente francese, Emmanuel Macron, il quale ha tenuto il discorso di chiusura, il 26 aprile.

Il primo giorno è stato dedicato ad una discussione tra esperti, caratterizzata da tre successive tavole rotonde, durante le quali i partecipanti hanno evidenziato come i gruppi terroristici stiano aumentando l’utilizzo di strumenti finanziari difficili da controllare, come carte prepagate, depositi online ed operazioni di crowdfunding. Per controllare al meglio queste tipologie di operazioni, la conferenza ha sottolineato la necessità di sviluppare un efficiente sistema di condivisione di informazioni tra i servizi di intelligence, forze dell’ordine, attività finanziarie e industria tecnologica, e di aumentare la tracciabilità dei fondi destinati alle organizzazioni non governative (ONG) e alle associazioni caritatevoli.

Dal momento che al meeting di giovedì hanno partecipato Paesi che si accusano reciprocamente di finanziare le organizzazioni terroristiche, il leader dell’Eliseo ha pregato tali Stati di collaborare nonostante le differenze e gli interessi contrastanti. A tal proposito, Macron ha affermato che non c’è alcuno spazio per ambiguità nel campo delle relazioni con le organizzazioni terroristiche.

È stato inoltre notato come le sconfitte militari sul campo dello Stato Islamico (ISIS) non abbiano fermato lo Stato Islamico dal continuare le sue attività territoriali, in particolar modo in collaborazione con Al- Qaeda.

Secondo quanto riportato dai presenti, l’ISIS avrebbe investito in attività economiche e beni immobiliari per assicurare il proprio finanziamento. L’uffico del presidente francese ritiene che i guadagni dello Stato Islamico ammontino a 2,5 miliardi di dollari tra il 2014 ed il 2016.

Il procuratore francese antiterrorismo, Francois Molins, ha dichiarato il 26 aprile a FranceInfo radio, emittente radiofonica francese, che l’ISIS utilizza “tecniche di micro-finanziamento per raccogliere un elevato numero di piccoli importi”. Molins ha affermato che, in collaborazione con l’unità di intelligence finanziaria, sono riusciti a identificare 416 persone che hanno donato all’ISIS negli ultimi due anni.

Nella dichiarazione finale, tutti i partecipanti si sono dichiarati d’accordo nel criminalizzare completamente il fenomeno del finanziamento al terrorismo, tramite effettive e proporzionate sanzioni, anche in assenza di legami a specifici atti terroristici.

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di Redazione

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