Minniti: internet fondamentale contro la radicalizzazione

Pubblicato il 27 aprile 2018 alle 11:28 in Europa Italia

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Durante il vertice del G7 a Toronto del 23 ed il 24 aprile,  il ministro dell’Interno italiano, Marco Minniti, ha evidenziato l’importanza della collaborazione con i provider ai fini del contrasto della radicalizzazione su internet.

Dopo il vertice dei ministri degli esteri, tenutosi nelle date del 22 e del 23 aprile, è stato il turno dei ministri degli Interni, i quali si sono incontrati sempre a Toronto, per discutere sulle misure necessarie a costruire un mondo pacifico e sicuro. Vi è stato inoltre un meeting congiunto tra ministri dell’Interno e degli Esteri.

I ministri dell’Interno hanno intrapreso una costruttiva discussione con il Global Internet Forum to Counter Terrorism (GIFCT), su come lavorare insieme per affrontare l’uso a fini terroristici di Internet. Il GIFCT è un forum, creato nel 2017, che comprende Facebook, Google, Twitter e Microsoft, ed ha l’obiettivo di analizzare le possibilità e le prospettive di collaborazione tra queste imprese, per affrontare lo sfruttamento delle loro piattaforme da parte degli estremisti e dei terroristi. Il capo del Viminale, a tal proposito, ha sottolineato l’importanza della collaborazione con i provider, augurandosi che il G7 possa permettere di fare “quel secondo passo dopo Ischia di cui c’è particolarmente bisogno”. Il 19 e 20 ottobre 2017, al G7 dei ministri dell’Interno ad Ischia, per la prima volta avevano partecipato i vertici di Google, Microsoft e Facebook.

Durante il suo intervento, Minniti ha individuato nei foreign fighters e nei lupi solitari le maggiori minacce per la sicurezza. Rispetto ai foreign fighters, a suo avviso, l’aspetto più pericoloso è quello del loro ritorno a casa, potendo utilizzare le rotte del traffico di esseri umani. Tale minaccia è stata evidenziata, il 26 aprile, anche dal direttore esecutivo del World Food Programme (WFP), David Beasley, il quale ha spiegato che i terroristi stanno pianificando di infiltrare militanti tra i flussi migratori, sfruttando la mancanza di cibo e l’attività di reclutamento per spingere milioni di africani verso l’Europa. Alla luce di tale minaccia, il direttore del World Food Programme sostiene che l’Europa dovrebbe migliorare la propria strategia anti-estremismo nella regione del Sahel. Tale regione comprende quella fascia di territorio dell’Africa sub-sahariana che si estende tra l’Oceano Atlantico a ovest e il Mar Rosso a est. Dal 2001, il territorio è in balia di numerosi gruppi terroristici di matrice islamista, che si concentrano nella zona nord-occidentale.

Il ministro ha parlato anche del pericolo dei lupi solitari. A proposito del rischio di radicalizzazione, il capo del Viminale ha evidenziato l’importante ruolo delle donne nel contrastare il fenomeno, in particolare delle donne musulmane, ed ha sottolineato, a questo riguardo, l’esperienza del Patto nazionale per un Islam italiano, firmato il 1 febbraio 2017, che ha tra i punti cardine l’impegno contro la radicalizzazione.

Il ministro dell’Interno ha anche espresso al Canada e alla città di Toronto, a nome dell’Italia, le condoglianze per le vittime dell’attentato del 23 aprile, quando uno studente di 25 anni di origine armena, Alek Minassian, si è lanciato alla guida di un veicolo contro i passanti a Toronto, provocando 10 morti e 15 feriti.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

di Redazione

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