La crisi venezuelana agita le elezioni presidenziali in Colombia

Pubblicato il 27 aprile 2018 alle 15:00 in Colombia Venezuela

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La grave crisi economica e istituzionale che attraversa il Venezuela ha assunto un ruolo di grande importanza nel dibattito politico colombiano a un mese dal voto che dovrà eleggere il prossimo presidente del paese.

I problemi che affronta Caracas, tanto a livello di crollo dell’economia come di involuzione istituzionale, non sono soltanto un problema politico per Bogotà, ma sta avendo ricadute sulla quotidianità dei cittadini, sostiene l’impresa di statistica Cifras y Conceptos i cui studi sono stati resi noti dal quotidiano El País. 

L’incremento del flusso migratorio è la principale sfida che deve affrontare il prossimo presidente colombiano, che succederà a Juan Manuel Santos. Con il processo di pace tra lo stato e la guerriglia ancora in fase di implementazione, Bogotà deve far fronte all’ingresso di 800.000 Venezuelani negli ultimi due anni e mezzo.

La regolarizzazione degli ingressi per il Ponte Bolívar e per la città frontaliera di Cúcuta ha semplicemente normalizzato una situazione che sarebbe stata potenzialmente esplosiva lungo i 2.200 chilometri di frontiera che condividono Bogotà e Caracas. Nonostante gli aiuti di ONU e Stati Uniti, il governo di Juan Manuel Santos ha recentemente lanciato l’allarme che, in caso il flusso migratorio non dovesse diminuire Bogotà va incontro ad una crisi umanitaria senza precedenti. La Colombia, infatti, non è storicamente un paese di immigrazione, quanto piuttosto di emigrazione e non sono pochi i colombiani che negli anni ’80 e ’90 del secolo scorso si erano trasferiti in Venezuela.

La presenza di un numero enorme di migranti dal paese vicino è sentita a tutti i livelli della società colombiana. Ben il 63,3% dei votanti conosce di persona almeno un venezuelano che si sia trasferito in Colombia a causa della crisi attuale. Cifra che sale fino all’83% sulla costa caraibica colombiana. 

Oltre al problema migratorio esiste un problema politico-diplomatico: Bogotà è diventata la base operativa principale dell’opposizione al governo di Nicolás Maduro, dove si è trasferita, al termine di una fuga rocambolesca, la ex procuratrice generale del Venezuela Luisa Ortega.

Tutti i candidati colombiani hanno condannato la deriva autoritaria di Nicolás Maduro, incluso Gustavo Petro, l’ex sindaco di Bogotà che aveva iniziato a pagare nei sondaggi la sua vicinanza al movimento chavista. 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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