Francia: forze speciali in Siria al fianco degli USA

Pubblicato il 27 aprile 2018 alle 10:47 in Francia Siria

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Il segretario della Difesa americano, Jim Mattis, ha riferito che le forze operative speciali francesi sono arrivate in Siria nel corso delle ultime due settimane, al fine di sostenere la lotta della coalizione internazionale, a guida americana, contro lo Stato Islamico.

Giovedì 26 aprile, in occasione di un incontro con il Comitato dei Servizi Armati del Senato, Mattis ha dichiarato, in risposta a una domanda in merito alla tempistica dell’abbandono della Siria da parte delle truppe americane: “Al momento, non ci stiamo ritirando. Assisterete a un rinnovato sforzo, vedrete un aumento delle operazioni nel lato iracheno del confine e, nelle ultime due settimane, i francesi hanno rafforzato le nostre truppe in Siria con le forze speciali. Al momento, la battaglia è in corso”.

Le dichiarazioni di Mattis giungono dopo che, il 30 marzo, il presidente americano, Donald Trump, aveva annunciato che avrebbe richiamato in patria molto presto i circa 2.000 soldati dispiegati dagli Stati Uniti nella Siria orientale e che avrebbe congelato gli oltre 200 milioni di dollari stanziati per le spese militari e logistiche americane nel Paese del Medio Oriente. La posizione del presidente si è attenuata negli ultimi giorni. Martedì 24 aprile, in occasione di un incontro bilaterale con il presidente francese, Emmanuel Macron, Trump aveva dichiarato che gli Stati Uniti desiderano “lasciare un’impronta forte e duratura” in Siria e che uno degli aspetti principali della loro presenza nel Paese del Medio Oriente sarebbe quello di non permettere all’Iran di accrescere la sua influenza nel territorio siriano. In questo senso, il capo di Stato americano ha affermato: “Non vogliamo dare all’Iran accesso al Mediterraneo” e ha aggiunto: “Torneremo a casa relativamente presto. Abbiamo finito quasi tutto il nostro lavoro per quanto concerne l’ISIS in Siria e l’ISIS in Iraq. Abbiamo fatto un lavoro che nessuno è stato in grado di fare. Detto ciò, voglio davvero tornare a casa, ma voglio anche tornare a casa dopo aver realizzato quello che dobbiamo realizzare”.

La Francia fa parte della coalizione internazionale, a guida americana, che combatte contro lo Stato Islamico in Iraq e in Siria. Oltre a ciò, Parigi ha avviato un’operazione militare, nota con il nome di Operation Chammal, che mira a contenere l’espansione dell’organizzazione terroristica in entrambi i Paesi e a sostenere l’esercito iracheno. I primi attacchi francesi avevano colpito l’Iraq il 19 settembre 2014 e la Siria alla fine del settembre 2015. La campagna francese nei due Stati, che consiste nel lancio di raid aerei contro i militanti dello Stato Islamico, è stata vendicata dallo Stato Islamico, il quale, il 13 novembre 2015, aveva condotto un attacco terroristico contro la capitale francese, causando la morte di 137 persone.

A ciò si aggiunga che la Francia ha preso parte, insieme a Stati Uniti e Gran Bretagna, all’attacco che, nella notte tra venerdì 13 e sabato 14 aprile, aveva colpito 3 importanti centri siriani di fabbricazione di armi chimiche che si trovavano nel territorio siriano. Il raid era stato condotto in risposta a due presunti attacchi chimici, che avrebbero colpito il territorio del Ghouta orientale nella notte tra sabato 7 e domenica 8 aprile. In un primo momento, una bomba al cloro era esplosa nella città di Douma, subito dopo, un secondo attacco con “agenti misti”, tra i quali gas nervino, era stato lanciato contro un edificio poco distante, causando la morte di 60 persone. Il governo siriano aveva immediatamente negato la responsabilità dell’attacco. Al momento, sono in corso indagini delle Nazioni Unite per stabilire la responsabilità dell’attacco.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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