Nuovo attacco di Boko Haram a Maiduguri

Pubblicato il 27 aprile 2018 alle 16:20 in Africa Nigeria

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Almeno 4 persone sono rimaste uccise nell’attentato di Boko Haram a Maiduguri, una città nel nord-est della Nigeria, giovedì 26 aprile. Anche i 5 kamikaze sono morti nell’attacco, mentre tentavano di far esplodere gli ordigni rudimentali.

Il coordinatore dell’Agenzia di Gestione delle Emergenze Nazionali nel nord-est del Paese, Bashir Idris Garga, ha dato la notizia venerdì 27 aprile, come riporta il sito Reuters. L’uomo ha inoltre evidenziato che si è trattato del secondo attacco a Maiduguri in un mese. Lo Stato del Borno, dove si trova la città, è stato quello colpito più gravemente dalle violenze del gruppo terroristico, il quale ha ucciso più di 34.000 persone in quell’area dal 2009.

L’attentato di Maiduguri del 2 aprile 2018 è stato il più grave da quando il governo si è aperto al dialogo con il gruppo jihadista, il 26 marzo, per accordarsi su un definitivo cessate-il-fuoco. In quell’occasione, i miliziani avevano tentato di entrare nella città e avevano attaccato un insediamento situato al confine tra la periferia e il centro di Maiduguri, provocando la morte di 15 persone e il ferimento di altre 83.

Il presidente nigeriano, Muhammadu Buhari, che fin dal momento della sua elezione, il 29 maggio 2015, ha affermato di voler sconfiggere Boko Haram, ha posto come priorità assoluta del suo governo la sicurezza del Paese. Nonostante Buhari abbia più volte annunciato di essere riuscito a debellare l’organizzazione terroristica, gli attacchi degli ultimi mesi, tra cui il sequestro di più di 100 ragazze a Dapachi il 19 febbraio scorso, hanno dimostrato che il gruppo resta attivo.

Boko Haram, attivo in Nigeria dal 2009, è interessato a stabilire uno Stato Islamico nel Paese. Finora l’organizzazione ha causato la morte di almeno 20.000 persone e ha costretto circa 2.6 milioni di cittadini ad abbandonare le loro case. Le offensive dei terroristi hanno causato una grave crisi umanitaria in Nigeria, con 450.000 bambini nelle regioni del nord-est che rischiano di morire di fame. Inoltre, le violenze, gli stupri e i rapimenti perpetrati dai jihadisti sono innumerevoli. Le loro vittime sono soprattutto donne e bambine che, dopo essere state sequestrate, vengono costrette dai miliziani a diventare kamikaze.

Dall’agosto 2016 il gruppo si è diviso in due fazioni, una capeggiata dal nuovo leader Abu-Musab al-Barnawi, e l’altra rimasta fedele al precedente capo, Abubakar Shekau, fedele sostenitore dell’ISIS. Nonostante l’attentato di giovedì 26 aprile sia stato ufficialmente opera di Boko Haram, non è ancora stato accertato quale delle due fazioni abbia compiuto l’attacco.

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di Redazione

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