Annullate proteste anti-governative in Tanzania

Pubblicato il 27 aprile 2018 alle 15:28 in Africa Tanzania

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La polizia della Tanzania ha ricevuto l’ordine di impedire lo svolgimento delle proteste contro il governo del presidente John Magufuli, programmate per giovedì 26 aprile. Le manifestazioni sarebbero dovute avvenire in concomitanza con le celebrazioni dello Union Day, l’anniversario dell’annessione dell’arcipelago dello Zanzibar al territorio della Tanzania. Secondo quanto riportato dal sito Africanews, le forze di polizia avrebbero sorvegliato ininterrottamente le strade di Dar es Salaam, Dodoma e delle altre città principali ostacolando ogni iniziativa dei manifestanti. Nove di loro, dopo essere stati sorpresi a marciare a Dar es Salaam, sono stati immediatamente arrestati. Diversi ufficiali di polizia avevano avvertito, mercoledì 25 aprile, che avrebbero “catturato come cani randagi” tutti coloro che si fossero decisi a protestare.

Il presidente, impegnato a Dodoma per le celebrazioni dello Union Day di giovedì, ha colto l’occasione per invitare la popolazione all’ordine e alla pace. “Come popolo della Repubblica Unita di Tanzania, dobbiamo difendere la nostra pace. Proteggerò la nostra unione a tutti i costi. Non avremo pietà per quelli che proveranno a destabilizzarci, sia dentro che fuori il Paese”, ha annunciato Magufuli nel suo discorso per lo Union Day, trasmesso live sulla tv di Stato, giovedì 26 aprile.

Eletto quinto presidente della Tanzania, il 5 novembre 2015, con il 58% dei voti, Magufuli era stato premiato per le sue promesse di impegno nella lotta alla corruzione. Tuttavia, in seguito all’approvazione di misure giudicate da alcuni troppo autoritarie e restrittive delle libertà fondamentali, una vasta opposizione si è formata nel Paese contro il suo governo.

La leader del principale partito d’opposizione di sinistra, Elizabeth Mambosho, sta portando avanti, da qualche mese, una campagna di protesta nei confronti del presidente utilizzando i social media. Giovedì 26 aprile, lo stesso giorno dello Union Day, la donna è stata arrestata con l’accusa di incitare al disordine e di favorire le proteste anti-governative. Anche un’altra attivista tanzaniana, Mange Kimambi, residente negli Stati Uniti, ha cominciato a sostenere le manifestazioni tramite il suo profilo Instagram, che conta 1.8 milioni di followers. Kimambi, che si descrive “attivista democratica e orgogliosamente tanzaniana”, ha dichiarato che se decidesse di far ritorno nel suo Paese rischierebbe l’arresto, dal momento che esistono leggi che proibiscono espressamente di insultare o diffamare il presidente. Nonostante ciò, la donna ha affermato che le proteste andranno avanti.

Intanto, nel Regno Unito, l’Ufficio degli Esteri e del Commonwealth ha lanciato un allarme di sicurezza, avvisando gli inglesi residenti sul territorio di stare al riparo durante le proteste antigovernative. Quest’appello giunge in seguito alla notizia dell’uccisione involontaria di un passante durante le manifestazioni dei giorni scorsi e del sospetto sull’uso di gas lacrimogeni da parte della polizia.

La Tanzania, a differenza di altri Stati africani, non è lacerata da una guerra interna. Tuttavia, ciò non ha portato ad una crescita economica per il Paese, la cui popolazione vive in larga parte al di sotto della soglia di povertà stimata dalla World Bank.

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di Redazione

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