Nigeria: il presidente chiamato a discutere sui nuovi scontri

Pubblicato il 26 aprile 2018 alle 14:00 in Africa Nigeria

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il Parlamento nigeriano ha invitato il presidente, Muhammadu Buhari, a presentarsi presso la Camera dei Rappresentanti per rendere conto dell’ondata di uccisioni esplosa da gennaio 2018 nel centro della Nigeria. La decisione di chiamare il presidente è stata presa mercoledì 25 aprile, giorno in cui la Camera ha anche approvato la sfiducia nei confronti dei capi della sicurezza, incitando Buhari a destituirli.

Secondo quanto ha riportato Africanews giovedì 26 aprile, a partire da gennaio 2018, centinaia di persone sono rimaste uccise negli scontri tra i pastori semi-nomadi e gli agricoltori delle regioni centrali, tra cui 16 vittime decedute durante un attacco ad una chiesa cattolica nello Stato del Benue, avvenuto martedì 24 aprile. Le violenze deriverebbero dalle rivalità tra questi due gruppi sul controllo di acqua e terre agricole. I pastori, accusati di attacchi a persone e proprietà, sono in maggioranza musulmani del gruppo etnico fulani, mentre gli agricoltori appartengono per lo più alla religione cristiana. Offensive e ritorsioni si sono verificate da entrambe le parti negli ultimi mesi.

Gli scontri stanno mettendo sotto pressione la leadership del presidente nigeriano, di etnia fulani, candidato per un secondo mandato alle elezioni che si svolgeranno il prossimo anno. Buhari è accusato di non saper gestire le tensioni e di schierarsi dalla parte del suo gruppo etnico.

Il voto della Camera invita il presidente a presentarsi davanti ai parlamentari per discutere della situazione nello Stato del Benue, dove si è registrato il maggior numero di uccisioni, e in altre regioni, tra cui Taraba, Nasarawa e Kaduna. Tuttavia, non è stata specificata alcuna data per la sua apparizione e il portavoce di Buhari non ha ancora risposto alle domande in merito alle opinioni della presidenza.

Le violenze che si stanno diffondendo nelle regioni centrali del Paese si uniscono all’ulteriore minaccia rappresentata dal gruppo terroristico di Boko Haram, attivo in Nigeria dal 2009. L’organizzazione è responsabile della morte di circa 200.00 persone e della fuga di almeno altri 2.6 milioni di cittadini. Gli attacchi dei militanti jihadisti hanno scatenato nel Paese una grave crisi umanitaria. I loro obiettivi sono principalmente donne e bambini, spesso rapiti, abusati e costretti a diventare kamizake. Il 26 marzo, il Ministero dell’Informazione aveva riferito che il governo di Abuja stava negoziando con Boko Haram per tentare di mettere fine alle ostilità e raggiungere un cessate il fuoco.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.