Macron: USA fondamentali per risposte a problemi globali

Pubblicato il 26 aprile 2018 alle 11:43 in Francia USA e Canada

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In un discorso al Congresso, il presidente francese, Emmanuel Macron, ha ribadito l’importanza di mantenere un forte multilateralismo.

L’ultima tappa della visita ufficiale di Macron negli Stati Uniti è stato il Congresso, dove il 25 aprile ha tenuto un discorso volto a convincere i leader americani a mantenere gli impegni relativi all’accordo nucleare con l’Iran e all’accordo di Parigi sul clima, entrambi firmati durante l’amministrazione Obama.

Rivolgendosi alle Camere riunite in seduta comune, il capo dell’Eliseo ha affermato che isolazionismo e nazionalismo sono solo rimedi temporanei alle nostre paure, con sottinteso riferimento alla politica portata avanti da Donald Trump, dichiaratosi contrario ad entrambi gli accordi. Secondo Macron, solo un intervento internazionale supportato dagli Stati Uniti potrà dare risultati positivi nel lungo termine, in quanto gli USA sono i fondatori del multilateralismo. Per tale ragione il presidente francese sostiene che il loro supporto sia decisivo a livello globale. Dettosi d’accordo con la controparte statunitense sull’esistenza di lacune nell’accordo sul nucleare con l’Iran, Macron ha ribadito, come aveva fatto in precedenza in un’intervista a Fox News il 22 aprile, che attualmente non c’è nessuna alternativa ad esso e che in futuro si potrà negoziare un nuovo accordo capace di stabilizzare definitivamente la regione medio orientale. “Il nostro obiettivo è chiaro. L’Iran non dovrà mai entrare in possesso di armi nucleari. Non oggi, non tra cinque anni, non tra dieci anni, mai”, ha dichiarato il presidente francese.

Macron ha espresso una posizione simile sull’accordo di Parigi sul clima, che il presidente statunitense, Donald Trump, aveva deciso di abbandonare il 1° giugno 2017. Il leader francese si è dichiarato convinto che un giorno gli Stati Uniti torneranno ad aderire al trattato ed ha evidenziato, a tal proposito, la necessità di transitare ad un’economia meno dipendente dal carbone, in quanto “non esiste un Pianeta B”.

Secondo quanto riportato da LeMonde, il discorso del presidente francese ha ottenuto gli applausi dei democratici, mentre i repubblicani si sono mostrati più riservati.

L’accordo di Parigi sul clima è stato firmato il 12 dicembre 2015, in occasione della United Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCCC) nella capitale francese, ed è entrato in forza il 4 novembre 2016. Esso prevede che i 195 paesi firmatari riducano le emissioni di gas a partire dal 2020.

Il Joint Comprehensive Plan of Action è un accordo concluso il 14 luglio 2015 da Stati Uniti, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia e Germania con l’Iran. Tale accordo prevedeva la sospensione di tutte le sanzioni nucleari imposte precedentemente contro l’Iran dall’Unione Europea, dall’Onu e dagli USA, in cambio della limitazione delle attività nucleari da parte del Paese mediorientale.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

di Redazione

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