Kuwait – Filippine: salgono le tensioni diplomatiche

Pubblicato il 26 aprile 2018 alle 14:42 in Filippine Kuwait

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Il Kuwait ha richiamato in patria il suo ambasciatore presso le Filippine per consultazioni e ha dato una settimana di tempo all’omologo filippino per abbandonare il Paese. La decisione è stata presa in un crescente clima di tensione tra i due Paesi, che dura da 3 mesi, a causa della diffusione di notizie che accusano il Kuwait di aver maltrattato i collaboratori domestici filippini.

Mercoledì 25 aprile, il Ministero degli Esteri kuwaitiano ha notificato all’ambasciatore filippino, Renato Villa, che lo Stato lo ritiene “persona non gradita” e lo ha esortato ad abbandonare il Kuwait entro una settimana. Nella stessa occasione, il Ministero ha richiamato in patria il suo ambasciatore presso le Filippine per consultazioni, in risposta ad azioni non diplomatiche che sarebbero state compiute dallo staff dell’ambasciata filippina, il quale avrebbe incoraggiato i collaboratori domestici filippini ad abbandonare le abitazioni dei loro datori di lavoro kuwaitiani.

Nel comunicato, il Ministero degli Esteri del Kuwait ha accusato l’ambasciata delle Filippine di aver “violato in modo evidente e grave le norme e i regolamenti che governano le azioni diplomatiche, dal momento che lo staff avrebbe aiutato i collaboratori domestici filippini a fuggire”. Secondo il Ministero, si tratterebbe di una violazione del diritto del Kuwait, degli accordi e dei documenti internazionali, paragonabile a un intervento negli affari interni dello Stato e a un’intromissione nelle competenze degli apparati di sicurezza.

Il giorno successivo, giovedì 26 aprile, il governo filippino ha chiesto spiegazioni al Kuwait in merito all’espulsione del suo diplomatico nel Paese, affermando che tale decisione sarebbe “molto preoccupante”. In questo contesto, il portavoce della Presidenza di Manila, Harry Roque, ha dichiarato: “il presidente e tutti gli altri sono rimasti scioccati da questo sviluppo, dal momento che l’incontro di Duterte con l’ambasciatore del Kuwait era andato bene”.

Il 12 febbraio, il governo di Manila aveva imposto il divieto ai cittadini filippini di recarsi in Kuwait per lavoro, su indicazione del presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte. Tale misura era stata adottata dopo che, il 6 febbraio, il corpo di una domestica filippina, Joanna Demafelis, era stato rinvenuto in un congelatore, all’interno dell’abitazione in cui lavorava. Il 27 marzo, era stato accusato dell’omicidio un cittadino libanese, Nader Essam Assaf, che avrebbe confessatola propria responsabilità e quella della moglie, di origine siriana. In seguito al caso della Demafelis, le autorità dei due Paesi avevano iniziato a negoziare nuove regole per la protezione dei cittadini filippini che lavorano in Kuwait. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Reuters, al momento, in molti Paesi del Golfo, i lavoratori stranieri sarebbero sottoposti a un sistema di sponsorizzazione, che consentirebbe ai datori di lavoro di prendere possesso dei loro passaporti e di controllare la loro permanenza nello Stato.

Il giorno precedente al ritiro dell’ambasciatore del Kuwait dalle Filippine, martedì 24 aprile, Manila aveva presentato le scuse ufficiali al Paese del Golfo per quella che il Kuwait aveva definito “una chiara violazione della sua sovranità nazionale”. Il governo filippino faceva riferimento al “salvataggio” di alcuni collaboratori domestici filippini dalle abitazioni dei loro datori di lavoro, in seguito alla diffusione di notizie in merito al loro maltrattamento. In questo contesto, il ministro degli Esteri filippino, Alan Peter Cayetano, aveva dichiarato che l’ambasciata sarebbe stata costretta ad “assistere” i lavoratori filippini che cercavano aiuto, dal momento che si sarebbe trattato di una questione di vita o di morte. In questo senso, Cayetano aveva affermato: “Rispettiamo la sovranità e le leggi del Kuwait, ma anche il benessere dei lavoratori filippini è molto importante”, sottolineando che i collaboratori domestici costituirebbero oltre il 65% dei lavoratori filippini in Kuwait. Da parte sia, il Ministero degli Esteri del Kuwait aveva riferito di aver concesso all’ambasciatore filippino nel Paese 3 giorni di tempo per fornirgli i nomi dei filippini residenti in Kuwait responsabili del “rapimento” dei collaboratori domestici dalle abitazioni dei loro datori di lavoro.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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