Madagascar: il presidente chiede la fine delle proteste

Pubblicato il 25 aprile 2018 alle 6:40 in Africa Madagascar

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In seguito alle proteste contro il governo, esplose in Madagascar sabato 21 aprile, in cui si sono registrati 2 morti e 16 feriti, il presidente Hery Rajaonarimampianina ha chiesto ai manifestanti di interrompere i disordini.

“In quanto capo dell’esercito, non ho sparso e non spargerò alcun sangue. Le violenze si sono già diffuse sul nostro Paese. Tutto ciò deve finire”, ha detto il presidente lunedì 23 aprile, stando a quanto ha riportato Africa News il giorno successivo.

Queste affermazioni rappresenterebbero un cambio di approccio rispetto alle dichiarazioni rilasciate dal presidente subito dopo gli scontri di sabato tra i manifestanti e la polizia. In quel momento, infatti, Rajaonarimampianina aveva descritto gli episodi come “tentativi di colpi di Stato” e aveva attaccato “tutti quelli che seminavano disordine e incitavano le persone a distruggersi l’un l’altro”.

Le tensioni si sono scatenate in seguito all’approvazione, nei mesi scorsi, di una nuova legge elettorale che obbliga i candidati presidenziali a presentare un resoconto comprendente le loro condanne giudiziarie. Questa decisione, secondo gli oppositori del governo, andrebbe proprio a sfavorire Marc Ravalomanana, ex leader del Madagascar deposto con un colpo di Stato nel 2009. Ravalomanana, dopo essere stato esiliato in seguito al golpe, era stato condannato dal tribunale del Paese per una serie di reati. L’opposizione, oltre ad attaccare la nuova legge elettorale, contesta anche le norme sul finanziamento delle campagne elettorali e sull’accesso ai media.

Secondo quanto comunicato dal direttore dell’ospedale di Antananarivo a un inviato di Reuters, il numero dei morti è salito a 2 domenica 23 aprile. Dopo la notizia, il giorno successivo migliaia di dimostranti si sono riuniti davanti al municipio della città e nella piazza pubblica, dove si trovavano le bare delle due vittime, vestiti di bianco.

Il Madagascar è stato al centro di numerosi disordini dopo che il golpe del 2009 aveva deposto il presidente Ravalomanana e provocato il ritiro di investimenti e donazioni dall’estero. Fino al 2014, fu nominato presidente di transizione Rajoelina. Quando, nel 2013, vennero indette le elezioni presidenziali, sia Ravalomanana sia Rajoelina furono esclusi dalla competizione elettorale e i risultati segnarono la vittoria di Rajaonarimampianina. Durante il suo mandato, le crisi politiche si attenuarono. Non è ancora stato confermato però se il presidente si ricandiderà alle nuove elezioni.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

di Redazione

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