Somalia: sparatoria tra fazioni somala ed UAE dell’esercito

Pubblicato il 24 aprile 2018 alle 16:10 in Africa Somalia

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Due fazioni rivali dell’esercito somalo si sono scontrate in una sparatoria, lunedì 23 aprile, in seguito all’irruzione di alcune truppe in un campo militare presidiato da soldati addestrati dagli Emirati Arabi Uniti (UAE).

Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Reuters, il personale militare somalo si sarebbe ritirato in massa dopo che una fazione rivale avrebbe invaso il campo UAE situato a Mogadiscio. Le truppe della fazione collegata agli Emirati hanno affermato che i loro rivali avrebbero tentato di rubare armi ed equipaggiamenti, prima che le guardie del palazzo presidenziale riprendessero il controllo il campo. Il generale Abdiweli Jama Gorod, comandante dell’Esercito nazionale somalo, ha confermato la notizia, riferendo di aver arrestato diversi soldati mentre cercavano di rubare equipaggiamenti dal campo.

Un giornalista del canale americano VOA News, Harun Maruf, ha pubblicato lunedì, tramite un messaggio twitter, un aggiornamento in cui affermava che funzionari militari somali avrebbero catturato e detenuto alcuni soldati, responsabili dell’attacco contro il centro di addestramento.

L’episodio si inserisce nel contesto di una disputa in corso tra il governo di Mogadiscio e gli Emirati Arabi Uniti, dopo che questi ultimi hanno deciso, il 15 aprile, di interrompere il loro programma di addestramento militare in Somalia. Il programma era cominciato nel 2014, nell’ambito di una missione promossa dall’Unione Africana, allo scopo di contrastare l’insorgenza islamista nel territorio somalo e ristabilire la sicurezza nel Paese col supporto dei Paesi occidentali, della Turchia e delle Nazioni Unite.

La decisione di Abu Dhabi era giunta dopo che, l’8 aprile, le forze di sicurezza somale avevano confiscato 9,6 milioni di dollari da un volo di linea emiratino proveniente da Dubai. Il velivolo, che si trovava presso l’aeroporto di Mogadiscio, trasportava il denaro che gli Emirati Arabi Uniti avevano mandato all’esercito somalo per sostenere le operazioni contro i militanti islamisti. Il ministro della Difesa somalo, Abdirashid Abdullahi Mohamed, aveva annunciato l’11 aprile che le truppe somale addestrate dagli Emirati Arabi Uniti sarebbero state accorpate dalle unità dell’esercito nazionale entro il giorno successivo.

Le tensioni fra i due Paesi sono aumentate da quando Abu Dhabi ha iniziato a costruire un porto in Somaliland, uno Stato del Corno d’Africa, costituito dalle province settentrionali della Somalia, che non è mai stato riconosciuto dalla comunità internazionale. Mogadiscio aveva deciso, lo scorso mese, di bandire la società marittima emiratina DP World dal Paese, non riconoscendo l’indipendenza del Somaliland. Nel 2017, gli Emirati Arabi Uniti avevano avviato la costruzione di una base militare, nei pressi dell’aeroporto della città portuale di Berbera, a meno di 300 km dal sud dello Yemen, dove le truppe emiratine sono impegnate a combattere contro i ribelli sciiti Houthi all’interno della coalizione saudita. Abu Dhabi dovrebbe mantenere la propria presenza nel Somaliland per almeno 30 anni.

Secondo Reuters, le relazioni tra la Somalia e gli Emirati Arabi Uniti sarebbero tese anche a causa della disputa in merito alla crisi del Golfo, nella quale Mogadiscio si sarebbe rifiutata di prendere posizione. La crisi era scoppiata il 5 giungo 2017, quando Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Bahrein ed Egitto avevano imposto un embargo al Qatar, accusato di sostenere e finanziare i terroristi, e richiamato i propri ambasciatori da Doha.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

di Redazione

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