Macron in visita di Stato negli USA

Pubblicato il 24 aprile 2018 alle 11:35 in Francia USA e Canada

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Il presidente francese, Emmanuel Macron, lunedì 23 aprile, ha iniziato una visita ufficiale negli Stati Uniti che durerà tre giorni.

Durante il primo giorno, Macron e la sua consorte, Brigitte Macron, hanno visitato la Casa Bianca e partecipato alla piantagione di un albero, simbolo della lunga alleanza tra Stati Uniti e Francia. Successivamente si sono spostati a Mount Vernon per onorare la Francia come primo alleato degli Stati Uniti.

 Il meeting di martedì 24 aprile si concluderà con una cena di Stato. Infine, mercoledì 25 aprile, prima di tornare a Parigi, Macron parteciperà ad un incontro al Congresso. In questo programma, Macron e Trump discuteranno di politica estera e sicurezza internazionale. Vari i temi sul tavolo, a partire dalla situazione siriana, fino all’accordo nucleare con l’Iran.

 La visita di Macron assume rilevanza in quanto, secondo la CNN, al momento attuale, il presidente francese è l’unico leader europeo ad avere qualche possibilità di trattare con successo temi delicati con la controparte statunitense. Non a caso, continua la CNN, né la cancelliera tedesca, Angela Merkel, né la premier britannica, Theresa May, si trovano in posizione di forza. La Merkel paga il forte rapporto instaurato con il precedente presidente statunitense, Barack Obama, oltre ad avere una situazione politica interna caratterizzata da un indebolimento della sua posizione rispetto alla precedente legislatura. La May, allo stesso modo, si trova a confrontarsi con una coalizione di governo molto fragile, dopo le elezioni dell’8 giugno 2017, e difficilmente potrà giocare un ruolo di primo piano.

 Macron è arrivato a Washington con un piano ben definito, espresso in occasione di un’intervista a Fox News domenica 22 aprile. Obiettivi principali saranno strappare a Trump la promessa di un impegno duraturo in Siria anche dopo la fine del conflitto, nonostante la Casa Bianca abbia già manifestato la volontà di ritirare le proprie truppe dalla Siria, e la permanenza degli Stati Uniti nel Joint Comprehensive  Plan of Action (JCPOA). Dei due obiettivi, il secondo sarà probabilmente il più difficile da raggiungere. Trump ha più volte definito l’accordo con l’Iran un “disastro”, ed il 12 gennaio 2018 aveva fissato il 12 maggio come scadenza entro la quale gli alleati europei dovranno rinegoziare l’accordo, pena il ritiro degli USA dallo stesso.

 Le possibilità di far cambiare idea a Washington sono molto basse, ed in linea generale c’è pessimismo. Per riuscire nell’impresa, venerdì 27 aprile anche Angela Merkel si recherà in visita alla Casa Bianca.

 Il Joint Comprehensive Plan of Action è un accordo concluso il 14 luglio 2015 da Stati Uniti, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia e Germania con l’Iran. Tale accordo prevedeva la sospensione di tutte le sanzioni nucleari imposte precedentemente contro l’Iran dall’Unione Europea, dall’Onu e dagli USA, in cambio della limitazione delle attività nucleari da parte del Paese mediorientale.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

di Redazione

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