Italia: sequestrate armi da guerra in Friuli

Pubblicato il 24 aprile 2018 alle 16:34 in Europa Italia

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I carabinieri del Nucleo investigativo di Gorizia hanno sequestrato un’ingente quantità di armi da guerra, che erano nascoste nell’auto di un cittadino bosniaco proveniente dalla Slovenia.

Martedì 24 aprile, i carabinieri hanno fermato un’automobile Peugeot 206 con targa svizzera, nel tratto Villesse-Gorizia dell’autostrada A34, durante un controllo mirato. Il veicolo, proveniente dalla Slovenia si sarebbe diretto verso Barcellona, in Spagna, stando a quanto appreso da alcuni appunti trovati a bordo dell’automobile. Il carico del veicolo comprendeva due pistole mitragliatrici Skorpio, 6 fucili mitragliatori Kalasnikov, una carabina calibro 22, un fucile a pompa, un gruppo ottico per fucili di precisione, svariati caricatori e munizionamento specifico.

Al momento, non è ancora noto l’uso per il quale avrebbero dovuto essere impiegate le armi, che, adesso, si trovano in stato di sequestro. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa ANSA, “potrebbe trattarsi di organizzazioni del terrorismo internazionale oppure di rifornimento alla malavita comune o organizzata”. In questo contesto, i carabinieri hanno allertato gli organismi di Polizia europea e attivato il protocollo Interpol per il terrorismo internazionale, mentre l’uomo alla guida dell’automobile, un cittadino bosniaco di 52 anni, è stato immediatamente arrestato.

In Italia, l’allerta terrorismo è molto alta e le forze di polizia stanno conducendo di raid di sicurezza in tutto il territorio nazionale. Tali operazioni si sono intensificate nel mese di marzo 2018. In particolare, il 30 marzo, a Fossano, nei pressi di Cuneo, i carabinieri del Ros avevano arrestato un 19enne marocchino accusato di attività criminali, di istigazione a delinquere per finalità di terrorismo internazionale e di far parte di un’associazione terroristica. Il giorno precedente, il 29 marzo, 5 uomini, quattro tunisini e uno palestinese, erano stati trattenuti tra Roma e Latina, con l’accusa di essere membri della rete dell’attentatore di Berlino, il 24enne Anis Amri, ucciso il 23 dicembre 2016 a Sesto San Giovanni, nel milanese. Il 19 dicembre 2016, quattro giorni prima di essere fermato, il giovane si era lanciato alla guida di un camion contro i mercatini di Natale a Berlino, uccidendo 12 persone e ferendone altre 48. L’attacco era stato rivendicato dall’ISIS.

Precedentemente, il 28 marzo, a Torino, il 23enne Elmahdi Halili, di origine marocchina ma naturalizzato italiano, sospettato di essere affiliato allo Stato Islamico era stato trattenuto dalle forze di sicurezza, insieme ad altre persone, sia straniere sia italiane, accusate di appartenere agli ambienti dell’estremismo islamico del nord Italia e di aver preso parte in modo attivo a una campagna di radicalizzazione e proselitismo, condotta soprattutto su internet. Il 27 marzo, la polizia aveva trattenuto un uomo di origine egiziana, in possesso della cittadinanza italiana, a Foggia, sospettato di essere un membro dell’ISIS e di aver sfruttato l’associazione culturale Al-Dawa per promuovere le attività terroristiche, diffondere la propaganda jihadista e indottrinare i bambini del centro, incitandoli a uccidere gli infedeli. Infine, il 15 marzo, a Viterbo, le forze dell’ordine avevano arrestato un 24enne di origini lettoni trovato in possesso di materiale utile al confezionamento di ordigni esplosivi.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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