Israele colpisce l’esercito di Al-Assad nel Golan

Pubblicato il 24 aprile 2018 alle 14:16 in Israele Siria

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Le forze israeliane hanno colpito una postazione dell’esercito siriano, fedele al governo del presidente Bashar Al-Assad, dopo che alcuni proiettili erano stati lanciati vicino al confine con le alture del Golan occupato.

Secondo quanto riferito dal quotidiano israeliano Jerusalem Post, i proiettili, che hanno colpito il territorio israeliano nella serata di lunedì 23 aprile, sarebbero stati una conseguenza degli scontri combattuti nell’area di confine tra la Siria e le alture del Golan tra i soldati di Al-Assad e i ribelli siriani. Per tutta risposta, le Forze di Difesa israeliana hanno colpito una postazione dell’esercito siriano, situata nell’area dalla quale erano partiti i colpi.

Lo stesso giorno, l’esercito israeliano ha emanato un comunicato nel quale ha ribadito che: “Israele ritiene il governo siriano responsabile per tutto ciò che accade all’interno del suo territorio nazionale” e ha aggiunto che “i suoi soldati non tollereranno alcun tentativo di violare la sovranità nazionale israeliana o di minacciare la sicurezza dei suoi cittadini”. In questo contesto, l’esercito israeliano ha sottolineato che le Forze di Difesa israeliane starebbero lavorando per impedire un peggioramento della situazione.

Il termine Golan occupato viene utilizzato per indicare le aree delle alture del Golan che si trova sotto il controllo di Israele. Il territorio apparterrebbe de iure alla Siria, ma è stato occupato militarmente da Israele durante la guerra dei sei giorni che si è svolta nel 1967. L’annessione del territorio da parte dello Stato ebraico non è stata riconosciuta dalle Nazioni Unite.

Il territorio di confine tra la Siria e Israele, in particolare il governatorato di Quneitra, è stato terreno di scontri tra l’esercito israeliano e le forze del regime siriano, a tal punto che, il 27 giugno 2017, l’esercito israeliano aveva dichiarato la zona di Quneitra “area militare chiusa”, vietandone l’accesso ai cittadini israeliani. La decisione di Israele era giunta dopo il perpetuarsi degli scontri nell’area, soprattutto tra le forze regime di Bashar Al-Assad e le forze di opposizione, organizzate nell’esercito siriano libero. A causa delle continue battaglie, l’esercito israeliano aveva più volte effettuato incursioni sulle posizioni dell’esercito siriano nel Golan occupato. Sarebbe il timore per l’eventuale presenza sciita in quella zona, appoggiata dall’Iran, a spingere Israele verso il supporto dei ribelli siriani.

Stando alle informazioni riferite dal quotidiano israeliano, nonostante gli scontri tra Israele e Siria nel territorio di confine sarebbero diminuiti negli ultimi mesi, grazie all’imposizione di un cessate il fuoco tra i soldati di Al-Assad e i ribelli siriani, l’esercito fedele al presidente si starebbe preparando per lanciare una nuova offensiva contro l’opposizione e riprendere il controllo del territorio. Nel dicembre 2017, l’esercito siriano del presidente Bashar Al-Assad aveva liberato il villaggio di Beit Jinn, un’enclave ai piedi del monte Hermon, situato in un’area strategica nella Siria meridionale, al confine con Israele e il Libano. Il villaggio costituiva una delle ultime roccaforti dell’opposizione nel territorio.

Lo scambio di colpi di lunedì 23 aprile si è verificato nel contesto di un’escalation di tensione tra Israele e l’Iran, iniziata dopo che, nella notte tra l’8 e il 9 aprile, 8 missili erano stati sparati contro la base T-4, situata nel villaggio di Tiyas, nel governatorato di Homs. Il bilancio delle vittime dell’attacco era stato di 14 morti, tra cui 7 iraniani, e numerosi feriti. Inizialmente, la responsabilità dell’attacco era stata attribuita agli Stati Uniti, mentre successivamente Israele era stato accusato di aver compiuto l’assaltoIn questo contesto, il 23 aprile, il ministro dell’Energia israeliano, Yuval Steinitz, aveva minacciato il presidente siriano, Bashar Al-Assad, affermando che, se avesse permesso a qualcuno di dichiarare guerra a Israele dal territorio siriano, avrebbe subito le conseguenze della sua decisione. Steinitz si sarebbe riferito, in particolare, all’Iran, dal momento che Israele teme che Teheran stia cercando di trasformare la Siria in una base militare.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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