Madagascar: 1 morto e 16 feriti nelle proteste contro il governo

Pubblicato il 22 aprile 2018 alle 6:03 in Africa Madagascar

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Una persona è stata uccisa e 16 sono state ferite in Madagascar, sabato 21 aprile, durante le proteste dell’opposizione, che stava manifestando contro le nuove leggi elettorali del Paese, designate, a detta loro, per escludere il proprio candidato dalle elezioni presidenziali previste per quest’anno.

Centinaia di manifestanti si sono riuniti nel centro della capitale, Antananarivo, nella mattinata di sabato, per protestare contro le leggi approvate dal Parlamento all’inizio di aprile. La polizia ha cercato di disperdere la folla utilizzando gas lacrimogeni. Secondo AFP, alcuni attivisti dell’opposizione hanno reagito all’attacco della polizia lanciando pietre contro gli agenti. In seguito, la polizia si è ritirata dal luogo, permettendo a circa 1000 sostenitori dell’opposizione di continuare la protesta in modo pacifico.

I manifestanti hanno spiegato che, secondo la nuova legge approvata, un candidato presidenziale deve presentare un resoconto contenente tutte le sue condanne giudiziarie. La persona sostenuta dall’opposizione, Marc Ravalomanana, è un ex leader del Madagascar deposto nel 2009 in seguito a un colpo di Stato. L’uomo era stato condannato per una serie di reati dal tribunale del Paese quando si trovava in esilio, in seguito al golpe. Pertanto, le nuove leggi approvate dal Parlamento costituirebbero un punto di svantaggio per l’ex leader. Ravalomanana si è unito all’uomo che lo ha deposto con il colpo di Stato, Andy Rajoelina, per opporre queste leggi sostenute dall’attuale presidente del Paese, Hery Rajaonarimampianina.

Il direttore dell’ospedale Joseph Ravoahangy Andrianavalona della capitale, Olivat Rakoto, ha dichiarato di aver ricevuto 17 persone dalle 12 alle 15 ora locale. Una di queste è deceduta in seguito. Alcuni testimoni all’ospedale hanno spiegato che alcune delle ferite sono state causate dal lancio di contenitori di gas. Tuttavia, non c’è stato nessun commento da parte del governo o della polizia.

Durante questa settimana, le autorità avevano dichiarato illegali le proteste, ma gli attivisti dell’opposizione hanno sfidato l’ordine e sono andati avanti con le manifestazioni, che hanno visto la partecipazione di migliaia di persone.

Il Madagascar ha attraversato molti anni di disordini dopo che Ravalomanana fu deposto con il golpe del 2009, che portò al ritiro di investimenti esteri e donazioni di denaro nel Paese. Il colpo di Stato fu possibile a causa di un ammutinamento dell’esercito, che permise a Rajoelina, all’epoca il sindaco di Antananarivo, di diventare il presidente di transizione non eletto del Paese fino al 2014. Nel 2013, infatti, vennero indette elezioni presidenziali, alle quali fu vietato di partecipare a Ravalomanana e Rajoelina, che portarono alla vittoria dell’attuale presidente, Rajaonarimampianina. Con la sua elezione, il Madagascar vide la fine di una lunga serie di crisi politiche. Tuttavia, il leader non ha ancora confermato se si ricandiderà per un nuovo mandato.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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