Iran: Rouhani torna a minacciare gli USA se abbandoneranno il patto nucleare

Pubblicato il 21 aprile 2018 alle 10:53 in Iran Medio Oriente

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Sabato 21 aprile, il presidente iraniano, Hassan Rouhani, ha dichiarato che l’agenzia atomica iraniana è pronta a manifestare reazioni “attese e inattese” se gli Stati Uniti si tireranno fuori dal patto sul nucleare.

Rohuani aveva già minacciato gli Stati Uniti, dichiarando che se il Paese si ritirerà dal patto, l’Iran risponderà “in meno di una settimana”. Le dichiarazioni del presidente iraniano si riferivano al fatto che il presidente degli statunitense, Donald Trump, ha fissato il 12 maggio come termine ultimo entro il quale i Paesi europei che avevano aderito all’accordo sul nucleare avrebbero potuto modificare le condizioni del patto. Se non vi fossero riusciti entro tale data, gli Stati Uniti si sarebbero ritirati dall’accordo. Trump discuterà il processo di modifica del Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA) con la sua controparte francese, Emmanuel Macron, martedì 24 aprile presso la Casa Bianca, a Washington. 

Il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), è stato concluso dall’Iran e dai 5 membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, quali Stati Uniti, Inghilterra, Francia, Russia, Cina e in più la Germania, il 14 luglio 2015. Tale accordo prevedeva la sospensione di tutte le sanzioni nucleari imposte precedentemente contro l’Iran dall’Unione Europea, dall’Onu e dagli USA, in cambio della limitazione delle attività nucleari da parte del Paese mediorientale. Fin dalla propria campagna elettorale, Trump ha definito il patto “un disastro”, affermando di volerne uscire al più presto. Ne è conseguito che, il 13 settembre 2017, il leader della Casa Bianca ha annunciato la de-certificazione del JCPOA, incaricando il Congresso di modificare la legislazione relativa, al fine di contrastare più efficacemente il programma missilistico iraniano, in quanto il patto non impedisce all’Iran di testare missili. L’Unione Europea si è subito schierata a favore dell’accordo nucleare, dichiarandosi contraria alla fuoriuscita degli Stati Uniti dal patto. La Mogherini ha più volte dichiarato che, a suo avviso, nessun Paese può porre fine a una Risoluzione adottata dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu, che è stata approvata all’unanimità, che è entrata in vigore e che è stata persino verificata.

Nonostante ciò, il 12 gennaio 2018, Trump aveva deciso di certificare l’accordo nuovamente, ma “per l’ultima volta”. Il leader ha mandato in questo modo un ultimatum a Gran Bretagna, Francia e Germania, intimando loro di accordarsi per modificare quelli che Washington aveva definito i difetti del patto, minacciando altrimenti di tirarsene fuori. Trump ha stabilito, infine, la data del 12 maggio come limite per modificare l’accordo o imporre nuovamente sanzioni sull’Iran. L’ambasciatore statunitense Robert Wood ha dichiarato, giovedì 19 aprile, che gli Stati Uniti stanno portando avanti una intensa trattativa con i 3 Paesi europei a riguardo.

Da parte sua, l’Iran aveva già comunicato che avrebbe rispettato il patto solamente se tutte le altre parti avrebbero fatto lo stesso, minacciando di smantellare l’accordo se Washington si fosse tirata indietro. “La reazione di Teheran sarà spiacevole” aveva dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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