Siria: i ribelli di Yarmuk si arrendono

Pubblicato il 20 aprile 2018 alle 15:42 in Medio Oriente Siria

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

I ribelli che si trovano nel territorio situato nei pressi del campo profughi di Yarmuk, a sud di Damasco, hanno acconsentito ad arrendersi, dopo una notte di bombardamenti da parte delle forze governative fedeli al presidente Bashar Al-Assad, secondo quanto riferito dai media siriani.

Venerdì 20 aprile, una fonte informata sulle negoziazioni in corso tra i ribelli e le forze fedeli al presidente siriano, Bashar Al-Assad, ha riferito all’agenzia di stampa Reuters che alcuni combattenti che si trovano nell’enclave verranno portati nel territorio orientale della Siria, nel quale sono ancora presenti alcuni militanti dello Stato Islamico, mentre altri verranno condotti verso l’area nord-occidentale del Paese. I territori interessati comprendono il campo profughi di Yarmuk e l’area di Al-Hajar Al-Aswad e sono abitati sia dai ribelli siriani sia dai militanti dello Stato Islamico. Secondo quanto riferito dal quotidiano americano New York Times, oggi, nell’area sarebbero presenti circa 2.500 combattenti dell’organizzazione terroristica. In questo contesto, il 17 aprile, il portavoce della coalizione internazionale, a guida americana, che combatte contro lo Stato Islamico in Siria e in Iraq, il colonnello Ryan Dillon, aveva dichiarato che, nelle ultime settimane, l’ISIS avrebbe ripreso il controllo di alcune aree a sud di Damasco.

La decisione dei ribelli di arrendersi giunge dopo che, il giorno precedente, giovedì 19 aprile, le forze governative siriane avevano dato un ultimatum ai militanti dello Stato Islamico che si trovano vicino al campo profughi di Yarmuk, concedendo loro 48 ore di tempo per lasciare il territorio. Già a partire da martedì 17 aprile, l’esercito siriano aveva iniziato a preparare un assalto contro l’ultima area a sud di Damasco che si trova ancora sotto il controllo dell’ISIS. Lo stesso giorno, erano iniziati i bombardamenti nell’enclave, che sono proseguiti fino alla mattinata di venerdì 20 aprile. Una volta conquistato il territorio, il presidente siriano riprenderà il pieno controllo della capitale.

Il campo profughi di Yarmuk era stato stabilito a sud di Damasco nel 1957 come campo non ufficiale per ospitare i palestinesi che erano stati costretti ad abbandonare il loro territorio di origine dopo la creazione dello Stato di Israele, nel 1948. Prima dello scoppio della guerra civile siriana, iniziata il 15 marzo 2011, Yarmuk ospitava circa 150.000 persone, la più grande comunità palestinese in Siria. A partire dal dicembre 2012, il campo profughi era stato lo scenario di violenti scontri tra le forze governative e l’Esercito siriano libero (Esl), composto dai disertori dell’esercito regolare siriano che combattono al fianco dei ribelli. Successivamente, Yarmuk è passato sotto il controllo dei gruppi estremisti, prima Al-Nusra, affiliato ad Al-Qaeda, poi, a partire dall’aprile 2015, lo Stato Islamico.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.