Senegal: proteste per la nuova legge elettorale

Pubblicato il 20 aprile 2018 alle 13:00 in Africa Senegal

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Centinaia di manifestanti hanno protestato, nella giornata di giovedì 19 aprile, a Dakar contro una modifica della legge elettorale, che secondo i critici dell’opposizione renderà impossibile per i candidati minori presentarsi alle elezioni presidenziali, che si terranno il 24 febbraio 2019.

Il nuovo disegno di legge, elaborato dal presidente Macky Sall, richiede che i candidati siano approvati da almeno l’1% per cento degli elettori registrati in ciascuna delle 14 regioni del Senegal, ovvero circa 60.000 persone per ciascun candidato, per essere idonei a candidarsi alle elezioni. La legge ha bisogno solo della firma del presidente per entrare in vigore. Il Ministero della Giustizia senegalese ha affermato che la nuova norma metterebbe fine alla “manipolazione costituzionale ed elettorale”. Tuttavia, l’opposizione considera la proposta antidemocratica e anticostituzionale.

Le proteste hanno avuto luogo nel quartiere di Plateau, nel centro di Dakar, dove i manifestanti hanno bruciato pneumatici e costruito barricate. La polizia è in seguito intervenuta per bloccare le strade e disperdere la folla, usando anche gas lacrimogeni e arrestando diverse persone.

Secondo quanto riportato da alcune stazioni radio locali, due leader dell’opposizione, El Hadj Malick Gackou e Idrissa Seck, sarebbero stati arrestati mentre si dirigevano verso l’Assemblea Nazionale senegalese. All’interno dell’Assemblea ha poi avuto luogo un tentativo, promosso dai parlamentari di opposizione, di rimandare l’approvazione del disegno di legge. La proposta è sfociata nel caos, dopo che la mozione è stata respinta con 117 voti contro 26. Il presidente dell’Assemblea, Moustapha Niasse, ha poi sospeso la sessione parlamentare.

Ad oggi, Macky Sall, presidente del Senegal dal 1 aprile 2012, rimane il favorito alle elezioni presidenziali del 2019. Il mese scorso, il candidato alla presidenza Khalifa Sall, militante del Partito Socialista e sindaco di Dakar dal 2009, è stato condannato a cinque anni di carcere per appropriazione indebita e falsificazione di documenti, sentenza che i sostenitori di Khalifa dicono essere stata manipolata per fini politici.

I disordini rappresentano un evento raro in Senegal. Fin dall’indipendenza, ottenuta dalla Francia nel settembre del 1960, il Paese è considerato un esempio di stabilità e completa transizione democratica. In ambito regionale e internazionale, il Senegal è membro dell’ONU, dell’ECOWAS e dell’Unione Africana, nonché del Trans-Sahara Counterterrorism Partnership e della Partnership for Regional East Africa Counterterrorism.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

di Redazione

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