L’Iran pone il primo blocco ufficiale all’utilizzo di Telegram

Pubblicato il 20 aprile 2018 alle 16:10 in Iran Medio Oriente

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La Presidenza iraniana ha annunciato la decisione di vietare l’utilizzo dell’applicazione di messaggistica istantanea Telegram per le comunicazioni tra il personale amministrativo e del governo.

Secondo quanto ha riportato il quotidiano The New Arab giovedì 19 aprile 2018, il governo avrebbe adottato questa misura in seguito a una serie di rimostranze da parte di autorità di spicco della società iraniana e di alcuni membri del governo.

Stando a quanto ha dichiarato con il suo ultimo messaggio sulla piattaforma Telegram il leader supremo della rivoluzione iraniana, l’Ayatollah Khamenei, il divieto di utilizzare il servizio di comunicazione risponderebbe alla necessità di “salvaguardare gli interessi nazionali e rimuovere il monopolio della rete”. Il post dell’Ayatollah ha inoltre incitato gli utenti di Telegram a passare ai servizi di messaggistica nazionali, tra cui Soroush e Gap, che le autorità governative stanno contemporaneamente promuovendo.

L’invito del leader supremo Khamenei ad abbandonare la piattaforma è stato seguito dal vice presidente, Eshagh Jahangiri, e dal portavoce del ministro degli Esteri, Bahram Ghassemi, che hanno chiuso i loro account mercoledì 18 aprile.

Già l’1 aprile, l’agenzia di stampa iraniana Islamic Republic News Agency aveva riportato la dichiarazione del presidente del Comitato parlamentare per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera, Alaeddin Boroujerdi, il quale aveva affermato che, “a causa della minaccia alla sicurezza nazionale che Telegram pone, alcuni Paesi hanno deciso di bloccarlo e stanno usando i servizi di comunicazione domestici e nazionali”. Il deputato ha inoltre denunciato lo stretto rapporto tra il direttore di Telegram, Pavel Durov, e lo Stato d’Israele e ha sostenuto pienamente l’idea di bloccare il servizio in Iran.

Telegram è la rete di messaggistica istantanea più utilizzata in Iran, con 40 milioni di utenti, all’incirca metà della popolazione. È stata creata dal guru russo della tecnologia, Pavel Durov, e utilizza un sistema di messaggi criptati che permette a coloro che ne fanno uso di scambiarsi informazioni private senza che il governo possa venirne a conoscenza. L’applicazione è molto popolare tra gli attivisti e i contestatori della Repubblica Islamica.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

di Redazione

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