Iran, Iraq, Russia e Siria: riunione dell’anti-terrorismo

Pubblicato il 20 aprile 2018 alle 10:49 in Iran Iraq

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Alcuni militari e ufficiali della sicurezza provenienti da Iran, Russia e Siria hanno incontrato i loro omologhi iracheni a Baghdad per coordinare gli sforzi dell’anti-terrorismo, secondo quanto riferito dal ministro della Difesa iraniano, il brigadier generale Amir Hatami.

In un comunicato, rilasciato dopo l’incontro, che si è tenuto nella capitale irachena giovedì 19 aprile, il ministro iraniano ha dichiarato: “La cooperazione dell’Intelligence tra i quattro Paesi per realizzare obiettivi comuni e le missioni anti-terrorismo ha avuto successo nel ristabilire la stabilità e la sicurezza e dovrebbe porre le basi per la collaborazione futura” e ha aggiunto: “La coalizione ha svolto un ruolo importante nella sconfitta dello Stato Islamico sia in Iraq sia in Siria”.

In occasione della riunione che si è tenuta a Baghdad, Hatami ha visitato un centro dell’Intelligence gestito da Iran, Iraq, Siria e Russia, situato nella capitale irachena. Il ministro iraniano ha altresì incontrato il ministro dell’Interno iracheno, Qasim Al-Araji, e il capo dell’Intelligence militare irachena, il generale Saad Al-Alak, il quale ha definito l’alleanza tra i quattro Paesi “un esempio importante di relazioni internazionali, soprattutto nell’ambito della cooperazione militare e della sicurezza”.

La coalizione, composta da Russia, Siria, Iran e Iraq, nota anche come 4+1, dal momento che comprende anche le milizie sciite di Hezbollah, è stata creata nel settembre 2015, per permettere ai quattro Paesi di collaborare e scambiarsi informazioni di Intelligence con lo scopo di combattere lo Stato Islamico.

I rapporti tra Iran e Iraq sono migliorati dopo la caduta dell’ex presidente iracheno, Saddam Hussein, il 9 aprile 2003 e, in particolare, dopo l’instaurazione di un governo sciita in Iraq, che ha sostituito il regime sunnita di Saddam. In seguito all’occupazione dell’Iraq da parte dell’ISIS, le Quds Force, unità speciale delle guardie della rivoluzione iraniane, guidate dal generale Qasem Soleimani, sono intervenute in Iraq per sostenere militarmente l’esercito iracheno nella lotta contro l’ISIS. Inoltre, l’Iran ha formato le forze di mobilitazione popolare (Fmp), le milizie sciite irachene impegnate nella lotta contro l’ISIS. A ciò si aggiunga che, il 22 luglio 2017, durante un incontro bilaterale tra il ministro della Difesa iracheno, Erfan Al-Hiyali, e il suo omologo iraniano, Hossein Dehghan, le due parti avevano firmato un Memorandum d’Intesa su una cooperazione ad ampio raggio nei settori militare e della difesa. La notizia aveva preoccupato gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita che temono l’espansione dell’Iran attraverso il rafforzamento progressivo delle sue relazioni, di per sé già ottime, con la Siria e con l’Iraq.

Teheran, insieme alla Russia e alle milizie sciite di Hezbollah, si è schierato al fianco del presidente siriano, Bashar Al-Assad, nella guerra civile siriana. Da parte sua, l’Iraq sostiene la Siria nella lotta contro lo Stato Islamico. Il 19 aprile, l’esercito di Baghdad ha bombardato alcune postazioni dello Stato Islamico, che si trovavano all’interno del territorio siriano, in coordinamento con le forze governative fedeli al governo di Damasco.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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