Siria: Al-Assad prepara assalto contro ISIS nel campo di Yarmuk

Pubblicato il 19 aprile 2018 alle 6:03 in Medio Oriente Siria

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Le forze governative siriane hanno dato un ultimatum ai militanti dello Stato Islamico che si trovano vicino al campo profughi di Yarmuk, situato a sud di Damasco, concedendo loro 48 ore di tempo per lasciare il territorio, secondo quanto riferito dal quotidiano pro-governativo Al-Watan.

Stando a quanto si legge nell’articolo, pubblicato giovedì 19 aprile, “se i terroristi rifiuteranno, l’esercito, insieme alle forze che lo sostengono, saranno pronte a lanciare un’operazione militare nel territorio, per porre fine alla presenza dell’organizzazione nell’area”.

Già a partire da martedì 17 aprile, l’esercito siriano aveva iniziato a preparare un assalto contro l’ultima area a sud di Damasco che si trova ancora sotto il controllo dell’ISIS. Si tratterebbe del territorio vicino al campo profughi di Yarmuk, situato nel sud della capitale, il quale, una volta conquistato dalle forze governative, consentirà al presidente siriano, Bashar Al-Assad, di avere il pieno controllo sulla capitale. Lo stesso giorno, le forze governative siriane, fedeli al presidente Bashar Al-Assad, avevano iniziato a bombardare il territorio, preparando il terreno per un possibile assalto nell’area.

Dopo aver ripreso il controllo del territorio del Ghouta orientale, dopo quasi 6 anni di assedio, il governo siriano si starebbe concentrando sulla liberazione delle ultime aree nei quali si trovano i ribelli o i militanti dell’ISIS, tra le quali quella di Yarmuk. Giovedì 12 aprile, il capo del Centro russo di riconciliazione per la Siria, il maggiore generale Yuri Yevtushenko, aveva annunciato che le forze del governo siriano avevano ripreso il controllo della città di Douma, l’ultima grande roccaforte dei ribelli nel territorio del Ghouta orientale, riconquistando, in questo modo, tutto il territorio.

Il campo profughi di Yarmuk era stato stabilito a sud di Damasco nel 1957 come campo non ufficiale per ospitare i palestinesi che erano stati costretti ad abbandonare il loro territorio di origine dopo la creazione dello Stato di Israele, nel 1948. Prima dello scoppio della guerra civile siriana, iniziata il 15 marzo 2011, Yarmuk ospitava circa 150.000 persone, la più grande comunità palestinese in Siria. A partire dal dicembre 2012, il campo profughi era stato lo scenario di violenti scontri tra le forze governative e l’Esercito siriano libero (Esl), composto dai disertori dell’esercito regolare siriano che combattono al fianco dei ribelli. Successivamente, Yarmuk è passato sotto il controllo dei gruppi estremisti, prima Al-Nusra, affiliato ad Al-Qaeda, poi, a partire dall’aprile 2015, lo Stato Islamico.

Al momento, l’area si troverebbe ancora sotto il controllo dell’ISIS. Secondo quanto riferito dal quotidiano americano New York Times, oggi, nell’area sarebbero presenti circa 2.500 combattenti dell’organizzazione terroristica. Martedì 17 aprile, il portavoce della coalizione internazionale, a guida americana, che combatte contro lo Stato Islamico in Siria e in Iraq, il colonnello Ryan Dillon, aveva dichiarato che, nelle ultime settimane, l’ISIS avrebbe ripreso il controllo di alcune aree a sud di Damasco.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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