Iraq: bombarda le postazioni dell’ISIS in Siria

Pubblicato il 19 aprile 2018 alle 15:57 in Iraq Siria

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L’Iraq ha bombardato alcune postazioni dello Stato Islamico all’interno del territorio siriano, in coordinamento con le forze del presidente siriano, Bashar Al-Assad, secondo quanto riferito dal portavoce dell’esercito iracheno, il brigadier generale Yahya Rasool.

In un comunicato, emanato giovedì 19 aprile, dal primo ministro iracheno, Haider Al-Abadi, si legge che i jet da combattimento iracheni F16 avrebbero condotto alcuni raid contro le postazioni dell’organizzazione terroristica in Siria. Gli attacchi sarebbero stati lanciati dal lato iracheno del confine, in collaborazione con le forze governative siriane, fedeli al presidente Al-Assad. In merito all’accaduto, l’esercito iracheno ha dichiarato: “I raid aerei vengono condotti contro i gruppi dello Stato Islamico nei territori siriani, a causa dei pericoli posti dai militanti nei confronti del territorio iracheno e costituiscono una dimostrazione del miglioramento delle capacità delle nostre forze armate”.

L’Iraq sostiene la Siria nella lotta contro lo Stato Islamico. Oltre a ciò, Baghdad ha intrapreso una campagna contro le cellule dormienti dell’organizzazione terroristica che si nascondono all’interno del suo territorio nazionale, in particolare nelle aree di confine con la Siria, e che continuano a condurre attentati contro l’Iraq. L’ultimo grande attacco terroristico condotto dai militanti dell’ISIS aveva colpito il Paese il 13 aprile, quando almeno 25 persone erano state uccise e altre 18 erano rimaste ferite durante un corteo funebre, che stava entrando nel cimitero del villaggio di Asdira, situato a sud di Sharqat, nel nord del Paese.

Nel contesto della lotta contro le cellule dormienti dello Stato Islamico, martedì 17 aprile, il primo ministro iracheno e capo delle forze armate, Haider Al-Abadi, aveva annunciato l’inizio di una operazione della sicurezza, mirata a liberare le aree di Jazira e dell’alto Eufrate, situate nel governatorato di Al-Anbar, situato nel territorio occidentale del Paese. Precedentemente, il 10 aprile, il primo ministro aveva dichiarato di aver adottato le misure necessarie per difendere i confini con la Siria, sottolineando che lo Stato Islamico non sarebbe riuscito a conquistare l’Iraq di nuovo.

Già il 7 febbraio, l’esercito nazionale irachene, sostenuto dalla coalizione internazionale, a guida americana, aveva iniziato una campagna militare contro i militanti dello Stato Islamico, che si erano rifugiati nella regione desertica situata nel nord-est del Paese. L’operazione era mirata a “distruggere le cellule dormienti” in una rotta utilizzata per il trasporto del petrolio, che collega il governatorato di Kirkuk all’Iran. Si tratta di un territorio montuoso, nel quale alcuni gruppi armati, tra i quali l’ISIS, si erano rifugiati per continuare le proprie attività.

Il primo ministro, Haider al-Abadi, aveva annunciato la vittoria contro lo Stato Islamico nel Paese, il 9 dicembre 2017, dopo circa 3 anni di occupazione da parte dell’organizzazione.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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