UE: ancora nessun accordo su nuove sanzioni contro l’Iran

Pubblicato il 17 aprile 2018 alle 12:02 in Europa Iran

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I ministri degli Esteri dell’Unione Europea hanno discusso alcune opzioni per persuadere gli Stati Uniti a non abbandonare il patto nucleare con l’Iran, non riuscendo tuttavia a raggiungere un accordo in merito all’imposizione di ulteriori sanzioni contro Teheran.

In occasione del meeting a Bruxelles di lunedì 16 aprile, i ministri di Regno Unito, Germania e Francia hanno cercato di ottenere il supporto degli altri Paesi europei per adottare misure restrittive nei confronti dell’Iran per il ruolo svolto nel regime siriano, nell’ambito del quale appoggia il regime del presidente Bashar al-Assad. I tre Stati sperano che, attraverso l’imposizione di nuove sanzioni, gli USA si convinca a non fuoriuscire dal patto nucleare. L’Alto Rappresentante dell’UE, Federica Mogherini, ha riferito che, nonostante la maggioranza dei Paesi sia a favore di nuove sanzioni, l’Italia e la Svezia non sono convinte. “Per adesso non tutti sono d’accordo sul fatto che queste misure potrebbero essere utili ed appropriate in questo momento”, ha spiegato la Mogherini ai giornalisti in seguito al meeting.  

Gli obiettivi delle probabili nuove sanzioni potrebbero essere sia attori iraniani sia milizie siriane, ha rivelato un ufficiale europeo. Tuttavia, fino a quando non verrà raggiunto il consenso di tutti i 28 membri dell’Unione non sarà possibile adottare una decisione definitiva. La Mogherini non esclude che ciò possa avvenire in futuro, anche se al momento non è possibile. In linea con le sue affermazioni, il ministro degli esteri tedesco, Heiko Maas, ha riferito che la questione delle sanzioni contro l’Iran rimarrà sull’agenda dei ministri europei delle prossime settimane.

È previsto che il 12 maggio il presidente francese, Emmanuel Macron, e la premier inglese, Theresa May, visito Washington, cogliendo l’occasione per cercare di convincere il presidente americano a rimanere fedele al patto.

Il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), è stato concluso dall’Iran e dai 5 membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu, quali USA, Inghilterra, Francia, Russia, Cina e in più la Germania, il 14 luglio 2015. Tale accordo prevedeva la sospensione di tutte le sanzioni nucleari imposte precedentemente contro l’Iran dall’Unione Europea, dall’Onu e dagli USA, in cambio della limitazione delle attività nucleari da parte del Paese mediorientale. Fin dalla propria campagna elettorale, Trump ha definito il patto “un disastro”, affermando di volerne uscire al più presto. Ne è conseguito che, il 13 settembre 2017, il leader della Casa Bianca ha annunciato la de-certificazione del JCPOA, incaricando il Congresso di modificare la legislazione relativa, al fine di contrastare più efficacemente il programma missilistico iraniano, in quanto il patto non impedisce all’Iran di testare missili. L’Unione Europea si è subito schierata a favore dell’accordo nucleare, andando contro alla decisione del presidente americano che, il 12 gennaio 2018 ha deciso di certificare l’accordo nuovamente, ma “per l’ultima volta”. Il 12 maggio è la scadenza che Trump ha dato ai leader europei per risolvere i “terribili difetti dell’accordo”, o si rifiuterà di certificarlo nuovamente.

Occorre sapere che l’Iran è il principale oppositore degli Stati Uniti in Medio Oriente. In tutti i conflitti della regione, Teheran si contrappone a Washington e ai suoi alleati. In Siria, combatte a fianco del presidente Bashar Al-Assad; in Libano, sostiene le milizie sciite di Hezbollah e in Yemen quelle degli Houthi; in Palestina sostiene Hamas contro Israele, contrapponendosi agli USA su tutti i fronti. I rapporti tra i due Paesi sono peggiorati in seguito all’elezione del presidente americano Donald Trump, l’8 novembre 2016. A differenza della linea politica di Barack Obama, che aveva cercato di avvicinarsi l’Iran, suscitando la disapprovazione di Israele e dell’Arabia Saudita, Trump persegue una politica di scontro, volta ad aumentare le tensioni, appoggiata da Israele e dall’Arabia Saudita, anch’essi nemici di Teheran.

L’Unione Europea si è più volte dichiarata contraria alla fuoriuscita degli Stati Uniti dal patto. La Mogherini ha più volte dichiarato che, a suo avviso, nessun Paese può porre fine a una Risoluzione adottata dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu, che è stata approvata all’unanimità, che è entrata in vigore e che è stata persino verificata.

Da parte sua, l’Iran ha dichiarato che il suo programma nucleare ha obiettivi pacifici, assicurando che si atterrà alle decisioni stabilite dal patto, fin quando gli altri membri lo rispetteranno. Tuttavia, se Washington se ne tirerà fuori, il Paese “distruggerà” l’accordo.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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