Theresa May criticata dal Parlamento per l’attacco in Siria

Pubblicato il 17 aprile 2018 alle 10:03 in Europa UK

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Il primo ministro inglese, Theresa May, ha ricevuto diverse critiche da parte dei legislatori inglesi per aver ordinato il raid contro la Siria insieme agli americani, senza aver richiesto l’approvazione del Parlamento.

Nel pomeriggio di lunedì 16 aprile, la premier inglese ha tenuto una riunione con i parlamentari, durante la quale ha difeso fermamente la sua decisione di unirsi ai lanci missilistici contro il regime del presidente siriano, Bashar al-Assad, avvenuti sabato 14 aprile, senza consultare il Parlamento. A suo avviso, la situazione in Siria è una “macchia sul’’umanità”, motivo per cui era moralmente e legalmente giusto intervenire militarmente, soprattutto alla luce dei fallimenti degli sforzi diplomatici. La May ha altresì posto l’attenzione sull’utilizzo di armi chimiche da parte del governo siriano e dalle forze alleate russe, le quali stanno cercando di coprire le prove di quanto avvenuto a Douma tra l’8 e il 9 aprile, dove sono morte 75 persone. Due giorni fa, il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, ha annunciato che Mosca era in possesso di prove inconfutabili che dimostrano che il presunto attacco chimico nella città siriana di Douma è stata una messinscena.

Il leader del Partito Laburista, Jeremy Corbyn, ha definito il bombardamento in Siria “legalmente discutibile”, chiedendo una nuova legislatura per impedire al governo di lanciare offensive militari senza l’appoggio del Parlamento. “Credo che il Parlamento deva essere consultato e deva votare sulla questione, il primo ministro deve tenerne conto, piuttosto che andare dietro ai capricci del presidente americano”, ha affermato Corbyn in una lettera diretta alla May. Il leader laburista ha altresì esortato la premier inglese a cessare il supporto alla campagna saudita in Yemen e a interrompere le vendite di armi all’Arabia Saudita, dal momento che il Paese mediorientale sta vivendo una delle peggiori crisi umanitarie al mondo, aggravata continuamente dal conflitto in corso. Infine, Corbyn ha smentito quanto affermato dalla May in merito al fallimento degli sforzi diplomatici, ricordando che, grazie ad un accordo tra gli USA e il regime siriano risalente al settembre 2013, sono state distrutte circa 600 tonnellate di armi chimiche presenti in Siria.

Prima dell’intervento di lunedì 16 aprile della May in parlamento, il segretario degli Esteri inglese, Boris Johnson, aveva dichiarato che i bombardamenti in Siria, che hanno colpito obiettivi mirati nelle aree di Damasco e Homs dove erano presenti i depositi delle sostanze chimiche del regime, sono stati “giusti per l’Inghilterra e per il mondo intero”. Tuttavia, un sondaggio effettuato da Survation per il Mail on Sunday ha rivelato che il 36% di 2.060 intervistati si è dichiarato a favore della partecipazione del Regno Unito ai bombardamenti in Siria, il 40% contrario, mentre il 24% indeciso. Inoltre, alla domanda “Theresa Msay avrebbe dovuto attendere l’approvazione del Parlamento”, il 54% degli intervistati ha risposto sì, mentre solo il 24% no.

Secondo quanto riferito dal quotidiano The New Arab, il lancio effettuato dal Regno Unito congiuntamente agli Stati Uniti e alla Francia il Siria costituisce la principale azione militare ordinata dalla May da quando è divenuta premier inglese, il 13 luglio 2016.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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