Siria: falso allarme su un nuovo attacco a Homs

Pubblicato il 17 aprile 2018 alle 14:48 in Medio Oriente Siria

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I media siriani e un comandante dell’esercito hanno smentito la notizia di un nuovo attacco contro il territorio siriano, dichiarando che si sarebbe trattato di un falso allarme.

Martedì 17 aprile, l’agenzia di stampa siriana SANA ha riferito che non sarebbe avvenuto alcun attacco aereo, ma che sarebbero stati sparati alcuni missili della difesa aerea siriana. Da parte sua, un comandante dell’alleanza militare regionale, che sostiene il governo del presidente siriano, Bashar Al-Assad, ha attribuito il malfunzionamento a un “attacco elettronico congiunto” da parte di Israele e delle Nazioni Unite, che avrebbe colpito il sistema radar siriano.

Tali dichiarazioni smentiscono una notizia che era stata diffusa qualche ora prima, quando la televisione di stato siriana e i media di Hezbollah avevano riferito che il sistema di difesa antiaerea siriano aveva abbattuto alcuni missili, che sarebbero stati sparati contro la base aerea di Shayrat, situata nel governatorato di Homs, e contro una seconda base militare, che si trova a nord-est di Damasco. In merito alla questione, la televisione siriana aveva mostrato le immagini di alcuni razzi che sarebbero stati lanciati contro la base di Shayrat, nella serata di lunedì 16 aprile, mentre non avrebbe fatto alcun riferimento ad altri 3 missili, che sarebbero stati sparati contro l’aeroporto militare di Dumair, situato nel nord-est della capitale, di cui hanno parlato i soldati di Hezbollah.

Secondo alcune fonti dell’opposizione, l’aeroporto di Dumair è stato una delle principali basi dalle quali sarebbero stati condotti i raid aerei siriani e russi, che avevano il compito di liberare il territorio del Ghouta orientale dal controllo dei ribelli. Il 12 aprile, il capo del Centro russo di riconciliazione per la Siria, il maggiore generale Yuri Yevtushenko, aveva annunciato che il governo siriano aveva ripreso il controllo della città di Douma, l’ultima grande roccaforte dei ribelli nel territorio del Ghouta orientale, riconquistando, in questo modo, tutto il territorio, dopo quasi 6 anni di assedio. Qualche giorno più tardi, il 14 aprile, anche il comando generale dell’esercito siriano aveva annunciato di avere liberato completamente il territorio dalla presenza dei ribelli.

Stando a quanto riferito dall’agenzia di stampa Reuters, l’incidente metterebbe in luce la paura della Siria di una nuova escalation di violenza nel Paese, dopo il recente attacco condotto dagli Stati Uniti, sostenuti dai loro alleati Francia e Gran Bretagna. Nella notte tra venerdì 14 e sabato 15 aprile, Washington, Parigi e Londra avevano lanciato un raid aereo nel territorio siriano, in risposta al presunto attacco chimico che avrebbe colpito la città di Douma, situata nel Ghouta orientale, nella notte tra sabato 7 e domenica 8 aprile, causando la morte di 60 persone. In merito all’attacco chimico, il governo siriano aveva immediatamente negato la responsabilità dell’attacco, mentre, qualche giorno più tardi, il 12 aprile, il presidente francese, Emmanuel Macron, aveva annunciato che la Francia avrebbe avuto le prove dell’utilizzo di armi chimiche da parte delle forze fedeli al governo del presidente siriano, Bashar Al-Assad, e aveva minacciato che avrebbe risposto al momento opportuno. In merito all’ultimo lancio di missili contro il territorio siriano, il portavoce del Pentagono ha smentito la notizia, dichiarando che non ci sarebbe stata alcuna attività militare nell’area.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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