Ecuador: assassinati i giornalisti sequestrati dai narcoterroristi

Pubblicato il 17 aprile 2018 alle 14:32 in America Latina Ecuador

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Il governo dell’Ecuador ha confermato la morte dei tre impiegati del giornale El Comercio rapiti due settimane fa.

Javier Ortega, Paul Rivas ed Efraín Segarra, i tre uomini rapiti il 26 marzo scorso a Esmeraldas, una località non lontana dal confine con la Colombia sono morti. A darne notizia, il presidente dell’Ecuador Lenin Moreno, in conferenza stampa nella capitale Quito.

Il sequestro sarebbe stato portato a termine da una cellula dissidente della disciolta guerriglia delle FARC, che si rifiuta di rispettare l’Accordo di pace dell’Avana tra il governo colombiano e la guerriglia. La cellula, che Quito considera responsabile di diversi attentati che hanno avuto luogo nella zona, l’ultimo dei quali è costato la vita a tre militari lo scorso 21 marzo, è sospettata di voler gestire le attività di narcotraffico e contrabbando alla frontiera tra i due paesi.

In un video inviato il 2 aprile scorso, i tre uomini erano stati costretti a spiegare le condizioni del riscatto: la liberazione di altrettanti combattenti FARC, nonché l’interruzione della cooperazione in chiave anti-terroristica tra Bogotà e Quito, lanciata nelle scorse settimane proprio per contrastare l’attività dei narcoterroristi nell’Ecuador settentrionale.

Javier Ortega era giornalista, Paul Rivas fotografo ed Efraín Segarra autista del quotidiano El Comercio, e coprivano le operazioni lanciate dal governo di Quito nella provincia di Esmeraldas a seguito degli attentati commessi dalla banda di narcoterroristi che opera nella zona e che le autorità di Quito e di Bogotà considerano responsabile del loro rapimento e successivo omicidio.

La Croce rossa renderà i corpi ai familiari. Mentre in un’operazione di polizia condotta domenica 15 aprile, 8 persone sono state arrestate in relazione al sequestro e all’omicidio dei tre impiegati del giornale. 

Il governo dell’Ecuador non ha confermato le voci secondo le quali le forze di sicurezza dei due paesi avrebbero condotto un’operazione di riscatto il cui fallimento avrebbe condotto all’esecuzione degli ostaggi. Quito tuttavia assicura che i responsabili siano legati a cartelli messicani del narcotraffico.

Il presidente ecuadoregno Lenín Moreno è stato informato dell’accaduto mentre partecipava all’VIII Vertice delle Americhe a Lima. Il presidente ha immediatamente lasciato il Perù per tornare a Quito.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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