UAE: stop all’addestramento militare in Somalia

Pubblicato il 16 aprile 2018 alle 16:26 in Emirati Arabi Uniti Somalia

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Gli Emirati Arabi Uniti porranno fine al programma di addestramento militare che stanno conducendo in Somalia, nel contesto del peggioramento delle relazioni tra i due Paesi.

Secondo quanto si legge in un comunicato del governo emiratino, riportato dall’agenzia di stampa nazionale WAM, “gli Emirati Arabi Uniti hanno deciso di interrompere il loro programma di addestramento militare in Somalia, iniziato nel 2014 per costruire le capacità dell’esercito somalo”. Abu Dhabi aveva iniziato a formare le truppe somale nel 2014, nel contesto della missione promossa dall’Unione Africana, che mirava a contrastare l’insorgenza islamista nel territorio somalo, oltre a ristabilire la sicurezza nel Paese. Stando alle informazioni fornite da WAM, gli Emirati Arabi Uniti starebbero pagando i salari di 2.407 soldati e starebbero costruendo alcuni centri di addestramento e ospedali in Somalia, oltre a supervisionare una forza di polizia marittima anti-pirateria nella regione semi-autonoma del Puntland.

La Somalia è minacciata dal gruppo Al-Shabaab, in arabo “la gioventù”, attivo dal 2006, il cui obiettivo è quello di rovesciare il governo di Mogadiscio, appoggiato dall’Onu, per prendere il potere e imporre la propria visione della legge islamica, la sharia. Oltre ad Al-Shabaab, nel Paese africano è attiva anche una fazione di militanti somali affiliati all’ISIS, la cui presenza è stata denunciata dalle Nazioni Unite nel mese di novembre 2017.

La decisione di Abu Dhabi sarebbe giunta dopo che, mercoledì 11 aprile, il ministro della Difesa somalo, Abdirashid Abdullahi Mohamed, aveva annunciato che le truppe somale addestrate dagli Emirati Arabi Uniti sarebbero state integrate all’interno delle unità dell’esercito nazionale entro il giorno successivo, giovedì 12 aprile. In questo contesto, i funzionari militari somali avevano più volte accusato le truppe addestrate da Abu Dhabi di prendere più ordini dai consiglieri emiratini che dal governo della Somalia.

Già mercoledì 11 aprile, il ministro della Difesa somalo, Mohamed Mursal, aveva annunciato che avrebbe interrotto i finanziamenti degli Emirati Arabi Uniti, che venivano stanziati dal Paese del Golfo per l’addestramento e il sostegno delle forze armate somale. Tale annuncio era stato fatto dal dopo che Abu Dhabi avevano denunciato la confisca, da parte delle forze di sicurezza somale, di 9,6 milioni di dollari da un aeroplano civile emiratino, che si trovava presso l’aeroporto di Mogadiscio, definendola “un atto illegale”. L’incidente, avvenuto domenica 8 aprile, aveva interessato un velivo che trasportava il denaro che gli Emirati Arabi Uniti avevano mandato all’esercito somalo per sostenere le operazioni contro i militanti islamisti. Da parte sua, il governo somalo aveva immediatamente respinto la notizia e aveva dichiarato che il denaro sarebbe stato confiscato dopo che l’ambasciatore degli Emirati Arabi Uniti aveva rifiutato di far controllare le valigie non contrassegnate.

Si tratterebbe dell’ultimo incidente tra i due Paesi, fra i quali le tensioni sarebbero aumentate da quando Abu Dhabi ha iniziato a costruire un porto in Somaliland. In questo contesto, il mese scorso, Mogadiscio aveva deciso di bandire la società marittima emiratina DP World, che sta lavorando nella regione autonoma, dal Paese. Somaliland è uno Stato situato nel Corno d’Africa, composto dalle province settentrionali della Somalia, che non è riconosciuto dalla comunità internazionale. Nel 2017, gli Emirati Arabi Uniti avevano iniziato a costruire una base militare nel territorio, sfruttando la posizione strategica in cui si trova. La struttura verrà realizzata nei pressi dell’aeroporto della città portuale di Berbera, a meno di 300 km dal sud dello Yemen, dove le truppe emiratine sono impegnate a combattere contro i ribelli sciiti Houthi all’interno della coalizione saudita. Abu Dhabi dovrebbe mantenere la propria presenza nel Somaliland per almeno 30 anni.  

Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Reuters, le relazioni tra la Somalia e gli Emirati Arabi Uniti sarebbero tese anche a causa della disputa in merito alla crisi del Golfo, nella quale Mogadiscio si sarebbe rifiutata di prendere posizione. Il 5 giungo 2017, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Bahrein ed Egitto avevano imposto un embargo al Qatar, accusato di sostenere e finanziare i terroristi, accusa che è stata sempre respinta da Doha.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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