Summit Lega Araba: focus su Siria e Iran

Pubblicato il 16 aprile 2018 alle 14:05 in Medio Oriente

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Durante un summit a Dhaharan, tenutosi il 15 aprile, la Lega Araba ha esortato la comunità internazionale a effettuare un’indagine indipendente sull’uso delle armi chimiche in Siria, che ha definito “criminale”, affermando inoltre la condanna per l’interferenza dell’Iran negli affari interni di altri Paesi arabi.

L’Arabia Saudita ha espresso il proprio supporto per l’azione missilistica lanciata da Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia in Siria contro le presunte strutture contenenti armi chimiche, sabato 14 aprile, mentre Iraq e Libano, al contrario, hanno condannato l’attacco. Damasco ha continuato a negare sia l’uso sia il possesso di armi chimiche, definendo l’attacco un “atto di aggressione”.

Nel comunicato ufficiale dell’incontro, sono state richieste ulteriori sanzioni nei confronti dell’Iran e il ritiro delle milizie iraniane dalla Siria e dallo Yemen. Il Ministro degli Esteri Saudita Adel al-Jubeir ha poi condannato l’Iran per il “dispiegamento di milizie in Paesi come Libano, Iraq e Yemen e l’innescamento di conflitti di tipo settario”. Da decenni, infatti, sono presenti tensioni tra l’Arabia Saudita e l’Iran per la supremazia regionale, che sono sfociate in guerre per procura in diversi Paesi, tra cui Yemen e Siria.

L’Iran ha negato le accuse. A Teheran, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Bahram Qasemi, ha sottolineato la pressione da parte dell’Arabia Saudita, affermando che “la pesante ombra delle distruttive politiche saudite è evidente (…) nella dichiarazione finale del summit”.  

Durante il summit, Riad ha poi affrontato la questione palestinese, ribadendo la condanna, da parte degli stati arabi, nei confronti della decisione del presidente USA Donald Trump, il 6 dicembre 2017, di riconoscere Gerusalemme come capitale d’Israele. Re Salman si è impegnato a donare 200 milioni di dollari a sostegno dei palestinesi e altri 50 milioni all’agenzia delle Nazioni Unite per i profughi palestinesi (UNRWA).

Assente all’incontro la delegazione del Qatar. Lo scorso 5 giugno, l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, il Bahrain e l’Egitto, hanno reciso i legami diplomatici con il Qatar, accusandolo di sostenere il terrorismo internazionale, una disputa che va ormai avanti da dieci mesi. Ciò nonostante, durante il vertice, il ministro degli Esteri saudita ha definito la questione della crisi del Golfo un problema “molto piccolo”, ribadendo che sarebbe stata risolta se Doha avesse accettato le richieste del blocco saudita, tra cui la chiusura dell’emittente televisiva Al Jazeera e la riduzione dei legami con l’Iran. Da parte sua, il Qatar ha respinto le accuse rivoltegli dai Paesi dell’embargo e le loro richieste, ritenendole in contrasto con il principio di sovranità nazionale.

Durante lo svolgimento del summit, con un telegramma dal Cremlino, il presidente russo, Vladimir Putin, ha ribadito la cooperazione tra la Russia e la Lega Araba nella lotta allo Stato Islamico in Siria e in Iraq e l’impegno per favorire la stabilizzazione politica dei due Paesi.

La Lega Araba, creata nel 1945, riunisce 22 Stati arabi al fine di coordinare questioni politiche, economiche, sociali e culturali.

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di Redazione

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