Germania esorta la comunità internazionale a trovare una soluzione in Siria

Pubblicato il 16 aprile 2018 alle 11:30 in Germania Siria

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La Germania ha esortato la comunità internazionale ad aumentare gli sforzi per porre fine al conflitto siriano, in seguito al lancio di oltre 100 missili da parte di Stati Uniti, Francia e Regno Unito, il 14 aprile, che hanno colpito obiettivi mirati nei pressi di Damasco e Homs. Come specificato dagli ufficiali della sicurezza americani e inglesi, l’offensiva era finalizzata a danneggiare l’arsenale di armi chimiche del regime siriano del presidente Bashar al-Assad, e non a colpire i civili o l’esercito siriano. Il segretario degli Esteri inglese, Boris Johnson, ha precisato che i bombardamenti non avevano lo scopo di cambiare il corso del conflitto in Siria, ma volevano dimostrare che il mondo non tollera gli attacchi chimici. Da parte sua, il presidente francese, Emmanuel Macron, ha riferito che “la Francia non è in guerra con la Siria”, ma ha deciso di colpirla a causa dell’attacco chimico effettuato dal regime siriano tra l’8 e il 9 aprile nella città di Douma, in cui sono morte 75 persone. Nonostante al-Assad abbia negato la propria responsabilità, il 12 aprile, Macon ha annunciato che la Francia aveva le prove dell’uso di armi chimiche nel raid che ha colpito Douma.

Il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, ha afferrmato di sperare che l’offensiva americana, francese e inglese convinca la Russia, principale alleato del regime siriano, ad adottare un approccio più costruttivo verso la situazione nel Paese mediorentale, e a dialogare con l’Occidente per trovare una soluzione. In occasione di un intervento televisivo, Maas ha accusato Mosca di essere divenuta un partner difficile, in quanto ha effettuato una serie di azioni volte a complicare le tensioni internazionali. In seguito al lancio dei missili contro la Siria, il Cremlino ha chiesto un incontro di emergenza del Consiglio di sicurezza dell’Onu, proponendo una Risoluzione per condannare le azioni contro al-Assad che, tuttavia, è stata respinta. Il documento russo denunciava “l’aggressione contro la Siria da parte degli Stati Uniti e dei suoi alleati, in violazione delle leggi internazionali e la Carta delle Nazioni Unite” e richiedeva altresì che i Paesi che hanno compiuto l’attacco cessassero immediatamente l’aggressione. Solamente la Russia, la Cina e la Bolivia hanno votato a favore della mozione, 8 Paesi a sfavore, mentre 4 si sono astenuti.

La Germania non si è unita agli USA, alla Francia e al Regno Unito nel lancio dei missili contro la Siria, anche se la cancelliera Angela Merkel ha definito l’azione “necessaria e appropriata”. È previsto che i ministri degli esteri europei si incontrino lunedì 16 aprile a Bruxelles per discutere le azioni future in relazione alla Siria. “Lavoreremo insieme alla Francia per creare un format internazionale per facilitare il processo politico”, ha reso noto Maas. Secondo quando riferito da The New rab, tali dichiarazioni sembrano indicare un cambio di atteggiamento da parte della Germania, la quale ha generalmente evitato di intervenire militarmente in Paesi stranieri. Nonostante le condanne contro la Russia, Mass ha specificato che Mosca dovrebbe essere inclusa nel processo di pace siriano. Occorre ricordare che la Russia è intervenuta militarmente nella guerra civile siriana il 30 settembre 2015, in seguito alla richiesta ufficiale di aiuto avanzata dal regime di al-Assad. In precedenza, Mosca aveva già sostenuto il governo siriano attraverso l’invio di rifornimenti.

Il 15 aprile, il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, ha dichiarato che Mosca possiede prove inconfutabili che dimostrano che “il presunto attacco chimico nella città siriana di Douma è stata una messinscena”.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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