Egitto: rinnovato lo stato di emergenza per 3 mesi

Pubblicato il 16 aprile 2018 alle 10:39 in Africa Egitto

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Il parlamento egiziano ha approvato la decisione del presidente, Abdel Fattah Al- Sisi, di estendere lo stato di emergenza nel Paese per il periodo di 3 mesi, stando a quanto annunciato dal portavoce del Parlamento, Ali Abdel Aal. Si tratta del quarto rinnovo della misura dalla sua imposizione, avvenuta il 10 aprile 2017.

Secondo quanto stabilito dal decreto, approvato domenica 15 aprile, le forze armate e la polizia possono adottare tutte le misure necessarie per “affrontare le minacce e il finanziamento del terrorismo, oltre a garantire la sicurezza in tutto il Paese.

In Egitto, lo stato di emergenza è in vigore dal 10 aprile 2017. Precedentemente, il 25 ottobre 2014, Al-Sisi aveva imposto tale misura soltanto nel Sinai del Nord, in risposta a una serie di attacchi terroristici nella regione, che avevano causato la morte di 26 militari egiziani. Successivamente, il 10 aprile 2017, il presidente egiziano aveva esteso tale condizione a tutto il Paese, dopo l’uccisione di 47 persone negli attentati contro due chiese copte durante le celebrazioni religiose della domenica delle Palme.

L’ultimo rinnovo risale al 2 gennaio, quando il presidente egiziano aveva esteso lo stato di emergenza per un periodo di 3 mesi, per motivi di sicurezza, a causa del persistere della situazione di instabilità nel territorio. Al-Sisi aveva adottato tale decisione dopo che il Paese era stato colpito da una serie di attentati terroristici, il più grave dei quali aveva causato la morte di 305 persone e il ferimento di alte 109 in un’esplosione che aveva colpito la moschea di Al-Rawdah, situata nei pressi della città di Al-Arish, capoluogo del governatorato egiziano del Sinai del Nord, il 24 novembre 2017. 

Lo stato di emergenza consente al presidente di far giudicare i civili ai tribunali di emergenza per la sicurezza dello Stato, i cui verdetti non prevedono alcun processo d’appello, di intercettare e monitorare tutte le forme di comunicazione, imporre la censura prima della pubblicazione, oltre a confiscare le pubblicazioni esistenti, imporre il coprifuoco e sequestrare proprietà private. Oltre a ciò, tale misura attribuisce alle forze di sicurezza ampi poteri nella limitazione delle riunioni pubbliche e della libertà dei media e consente loro di arrestare le persone per qualsiasi ragione.

Lo stato di emergenza farebbe parte di una serie di misure adottate per combattere la minaccia terroristica e ristabilire la sicurezza nel territorio nazionale. A questa si aggiunga il lancio, il 9 febbraio, di un’operazione militare, nota con il nome di Operazione Sinai 2018, nel territorio settentrionale e centrale della Penisola del Sinai e in alcune zone del delta del Nilo, che costituiscono uno dei focolai dello Stato Islamico.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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