Douma: negato l’accesso agli ispettori per le armi chimiche

Pubblicato il 16 aprile 2018 alle 15:16 in Medio Oriente Siria

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Agli ispettori delle Nazioni Unite per le indagini sulle armi chimiche non è ancora stato consentito l’accesso alla città di Douma, situata nel Ghouta orientale, secondo quanto dichiarato dalla delegazione britannica dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (APAC).

In un post pubblicato su Twitter lunedì 16 aprile, la delegazione britannica dell’OPAC ha dichiarato che la Russia e la Siria non avrebbero ancora consentito agli esperti di entrare nella città di Douma, per svolgere il loro lavoro. In questo contesto, nella dichiarazione si legge: “L’accesso senza restrizioni è essenziale. La Russia e la Siria devono collaborare”.

Gli esperti erano arrivati nella città siriana sabato 14 aprile, con il compito di stabilire se le armi chimiche sono state utilizzate a Douma la settimana precedente. Nella notte tra sabato 7 e domenica 8 aprile, la Syrian American Medical Society (SAMS), una organizzazione di soccorso medico operante in territorio siriano, aveva riferito che due attacchi chimici avevano colpito il territorio del Ghouta orientale. In un primo momento, una bomba al cloro aveva colpito la città di Douma, subito dopo, un secondo attacco con “agenti misti”, tra i quali gas nervino, era stato lanciato contro un edificio poco distante, causando la morte di 60 persone. Il governo siriano aveva immediatamente negato la responsabilità dell’attacco.

Giovedì 12 aprile, il presidente francese, in occasione di un’intervista rilasciata al canale televisivo TF1, aveva annunciato di avere le prove dell’utilizzo di armi chimiche da parte delle forze fedeli al governo del presidente siriano, Bashar Al-Assad. In questo contesto, nella notte tra venerdì 13 e sabato 14 aprile, gli Stati Uniti, insieme agli alleati francesi e inglesi, avevano lanciato oltre 100 missili contro la Siria in risposta all’attacco chimico che aveva colpito il territorio del Ghouta orientale la settimana precedente.

Da parte sua, il vice ministro degli Esteri russo, Grigory Karasin, ha respinto le accuse rivoltegli dalla delegazione britannica e ha dichiarato che il ritardo nel consentire l’accesso agli esperi dell’ONU nel territorio di Douma sarebbe dovuto all’attacco aereo condotto da Washington, Parigi e Londra.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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