Yemen: governo accusa Iran di fornire droni agli Houthi

Pubblicato il 15 aprile 2018 alle 12:36 in Iran Yemen

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Il governo dello Yemen, sostenuto dall’Arabia Saudita, ha accusato l’Iran di aver fornito droni ai ribelli sciiti Houthi, che li hanno utilizzati per lanciare alcuni attacchi contro il regno saudita.

Sabato 14 aprile, le autorità yemenite hanno rilasciato una dichiarazione dove affermano che gli strumenti sono stati fabbricati in territorio iraniano, poiché l’esercito dello Yemen non possiede tali tecnologie ed è impossibile per loro produrli in loco.

L’Arabia Saudita ritiene l’Iran responsabile di fornire agli Houthi i missili balistici con cui i ribelli cercano di colpirla. Da parte sua, Teheran ha sempre respinto le accuse, affermando che gli attacchi dei ribelli yemeniti sarebbero giunti in risposta ai “crimini di guerra” commessi dalla coalizione araba in Yemen e che gli Houthi avrebbero sviluppato da soli le capacità per produrre armi difensive, tra le quali i missili.

Venerdì 13 aprile, il leader degli Houthi, Abdul Malik al-Houthi, in un discorso diffuso dalla rete televisiva gestita dai ribelli stessi, Al Masirah TV, ha dichiarato che il gruppo continuerà a sviluppare le proprie capacità militari.

Gli attacchi degli Houthi contro il territorio saudita si sono intensificati negli ultimi giorni come segno di vendetta nei confronti dei bombardamenti della coalizione araba in Yemen. Riad ha comunicato che questa settimana ha abbattuto 2 droni e ha intercettato 5 missili balistici lanciati dalle aree detenute dai ribelli yemeniti verso la parte meridionale del regno. Lunedì 2 aprile, inoltre, un attacco aereo della coalizione aveva causato la morte di 12 civili, tra i quali 7 bambini, nella città costiera di Hodeida. L’episodio era stato definito dal Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (UNICEF) “uno degli attacchi più mortali per i bambini dall’inizio del conflitto in Yemen”, avvenuto nel marzo 2015.

L’Arabia Saudita è intervenuta direttamente nel conflitto yemenita il 26 marzo 2015, a capo della coalizione araba che supporta il presidente Rabbo Mansour Hadi, destituito dagli Houthi con un colpo di stato il 22 gennaio 2015, ma tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale. La coalizione è accusata di aver più volte violato il diritto internazionale umanitario negli scontri contro i ribelli yemeniti. Il 5 ottobre 2017, il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, aveva inserito la coalizione all’interno della lista nera di coloro che violano i diritti dei bambini nelle aree di conflitto. In particolare, la coalizione veniva accusata di aver ucciso e mutilato i bambini in Yemen e di aver distrutto edifici civili, quali scuole e ospedali. Oltre a ciò, il 6 novembre 2017, la coalizione aveva deciso di chiudere tutti gli accessi aerei, marittimi e di terra in Yemen, al fine di contrastare l’invio delle armi agli Houthi da parte dell’Iran. Tale misura aveva causato numerose difficoltà alle organizzazioni umanitarie, che non riuscivano a distribuire gli aiuti umanitari e medici all’interno del Paese.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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