Ungheria: protesta di massa dopo elezione premier

Pubblicato il 15 aprile 2018 alle 15:46 in Europa Ungheria

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Decine di migliaia di ungheresi si sono uniti alla protesta che ha avuto luogo a Budapest contro elezioni a loro dire ingiuste, le quali hanno sancito la vittoria di Viktor Orban come nuovo primo ministro del Paese.

I manifestanti, nella giornata di sabato 14 aprile, si sono radunati presso la Opera House, un palazzo in stile neorinascimentale risalente al 19mo secolo, situato in uno dei viali principali della capitale ungherese, Budapest. Da lì, il corteo ha sfilato per la città, costeggiando il Danubio fino alla sede del parlamento, sempre sventolando il tricolore nazionale insieme alla bandiera dell’Unione Europea, e suonando fischietti e trombette. In molti hanno preso parte al coro che inneggiava “Siamo noi la maggioranza”. Gli organizzatori dell’evento hanno stimato che vi abbiano partecipato oltre 100mila persone. La protesta ha poi assunto i toni di un festival di opposizione, con un cantante pop che si è esibito in una performance nella quale criticava la “pseudocrazia” di Viktor Orban, il neo-rieletto primo ministro del Paese, il quale governa l’Ungheria ininterrottamente dal 29 maggio 2010. In un post pubblicato su Facebook prima del raduno, gli organizzatori hanno richiesto un nuovo conteggio delle urne, la libertà mediatica, una riforma elettorale, e una più efficace cooperazione tra i partiti all’opposizione del Paese, invece delle dispute e dei battibecchi che si sono riscontrati tra le parti durante la campagna elettorale. Nel medesimo post online, gli organizzatori hanno scritto: “Il sistema elettorale del partito Fidesz – Unione Civica Ungherese e la campagna di odio messa in atto dal governo hanno ridotto la maggioranza a una minoranza parlamentare di un terzo”. “Viktor Orban si è scordato da dove proviene”, ha urlato alla folla acclamante Ors Lanyi, uno degli organizzatori. Il partito Fidesz – Unione Civica Ungherese è il gruppo conservatore capeggiato da Orban.

La manifestazione di sabato avviene in seguito alla vittoria di Orban di un terzo mandato consecutivo come primo ministro ungherese nelle elezioni di domenica 8 aprile. Il partito Fidesz – Unione Civica Ungherese si è assicurato la maggioranza al parlamento, con due terzi dei seggi sulla base dei risultati elettorali preliminari. La protesta rappresenta una delle manifestazioni più grandi in Ungheria degli anni recenti, simile, per portata, a un raduno di massa scaturito in seguito al programma, avanzato da Orban nel 2014, volto a tassare l’utilizzo di internet. Fidesz – Unione Civica Ungherese ha ricevuto il 49% dei voti della lista di partiti nazionalisti, e i suoi candidati si sono aggiudicati il voto di 91 delle 106 circoscrizioni territoriali uniche, la maggior parte delle quali sono situate in aree rurali. I candidati dell’opposizione di sinistra, invece, hanno ottenuto due terzi dei loro voti dai distretti della capitale.

L’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) ha commentato che le elezioni non hanno offerto ai partiti di opposizione una parità di condizioni, per via di una serie di problemi legati a un voto che, ciononostante, nella sua complessità ha rispettato i diritti fondamentali. I nazionalisti Jobbik (in italiano: il Movimento per un’Ungheria Migliore) e i socialisti costituiscono attualmente le due principali fazioni di opposizione in seno all’organo parlamentare.

Durante la campagna elettorale, Orban, discriminando gli immigrati, si è innalzato a difensore della cultura cristiana ungherese contro i migranti musulmani che partono alla volta del continente europeo; si è trattato di una strategia politica che ha portato a Orban milioni di voti, in particolare nelle zone rurali del Paese. Tuttavia, la scarsa affluenza alle urne dei votanti a favore dei gruppi di opposizione dimostra il fallimento di una linea politica caratterizzata da profonde fratture tra candidati rivali e da una dispersione dei voti in cinque differenti distretti di Budapest, dove i risultati preliminari hanno mostrato un modesto vantaggio del partito conservatore di Orban, Fidesz – Unione Civica Ungherese.

In seguito alla vittoria elettorale di domenica 8 aprile, Orban ha commentato: “Abbiamo vinto, l’Ungheria ha ottenuto una grande vittoria!”, aggiungendo che il popolo ungherese gli ha dato la possibilità di difendere il Paese. Se venisse confermato che il premier ha ottenuto i 2/3 della maggioranza, Orban avrebbe i poteri per cambiare le leggi costituzionali. Negli anni passati, l’Unione Europea aveva provato a limitare il suo governo, in quanto accusato di aver sfruttato il proprio potere per diminuire i principi democratici.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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