Mali: militanti travestiti da peacekeeper attaccano basi della Francia e dell’ONU

Pubblicato il 15 aprile 2018 alle 9:27 in Francia Mali

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Nel pomeriggio di sabato 14 aprile, alcuni militanti travestiti da peacekeeper delle Nazioni Unite hanno fatto esplodere una autobomba e hanno lanciato razzi contro la base francese e quella dell’Onu a Timbuctù, in Mali, provocando una vittima e decine di feriti.

La missione dell’Onu ha confermato che nell’attacco è morto un suo peacekeeper. Il governo del Paese ha spiegato che i terroristi indossavano caschi blu e si trovavano a bordo di 2 auto cariche di esplosivi che avevano intenzione di infiltrare in un campo delle forze armate del Mali e nella base delle Nazioni Unite. La macchina che aveva i colori dell’esercito del Paese è esplosa, mentre l’altra, che riportava il logo dell’ONU, è stata fermata. Nell’attacco, sono stati feriti anche 10 soldati francesi, 5 dei quali in modo grave. Nessun gruppo terroristico ha rivendicato la responsabilità dell’attacco.

Nell’ultimo anno, le forze armate dell’Onu e quelle francesi stanziate nel Mali settentrionale si sono trovate sotto attacco costante da parte di gruppi jihadisti ben armati, considerati la più seria minaccia alla sicurezza nello Stato africano. Tuttavia, secondo Reuters, questo ultimo attacco è da considerarsi piuttosto ambizioso, perché i terroristi hanno tentato di insinuarsi nelle basi di due forze straniere.

A marzo, le Nazioni Unite hanno confermato che, dal 2013, sono 162 le vittime appartenenti alla missione in Mali, rendendo l’operazione di peacekeeping la più pericolosa del mondo. Nel 2015, il governo del Mali aveva firmato un accordo di pace con i gruppi separatisti, ma tale patto non aveva messo fine alle violenze perpetrate dagli islamisti nel nord del Paese, che hanno coinvolto altresì assalti nella capitale, Bamako, in Burkina Faso e nella Costa d’Avorio.

Nel 2017, Burkina Faso, Niger, Ciad, Mali e Mauritania avevano lanciato la task-force del G5 del Sahel per contrastare i militanti estremisti nella regione. La Francia, il maggiore sostenitore occidentale, spera che l’istituzione di questa autorità permetta loro di ritirare le circa 4000 truppe che si trovano in Mali dal 2013. In quell’anno, Parigi aveva stanziato le sue truppe per prevenire che i militanti islamisti prendessero il controllo del Paese. L’esercito francese ha dichiarato, giovedì 5 aprile, che le proprie truppe, insieme a quelle del Mali, hanno ucciso circa 30 insorgenti islamici ­durante uno scontro armato nei pressi del confine con il Niger, dove è attivo il gruppo Saharan, affiliato allo Stato Islamico.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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