L’Irlanda e il terrorismo

Pubblicato il 15 aprile 2018 alle 6:01 in Approfondimenti Europa

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Il Global Terrorism Index del 2017 ha inserito l’Irlanda al 64esimo posto tra i Paesi in cui la minaccia terroristica è più alta. Secondo quanto riferito dal report, tale fenomeno influisce in maniera diversa da Stato a Stato e varia in base alle capacità delle forze di sicurezza e delle autorità nazionali di reprimerlo. Tuttavia, non c’è un legame lineare tra il numero di attacchi terroristici subiti da un Paese e la sua capacità di sventarli. L’Irlanda conferma tale evidenza, dal momento che i tentativi di attacco sono stati molto elevati, ma le sue forze di sicurezza sono riuscite a sventare attentati altrettanto numerosi. In tale caso, spiega il documento, l’alto numero di azioni sventate può essere parzialmente attribuito a una serie di soffiate ricevute dal governo irlandese da parte dei gruppi terratici stessi che avevano posizionato le bombe. Nella maggior parte dei casi si tratta di attacchi per mezzo di ordigni esplosivi inseriti all’interno di tubi metallici, i quali vengono posizionati dai separatisti irlandesi che vogliono ricordare al governo di Dublino la propria presenza, piuttosto che uccidere materialmente civili innocenti. Più semplicemente, i separatisti irlandesi posizionano le bombe, ma avvertono subito dopo le autorità affinché le trovino e le disinneschino prima che esplodano. Il loro obiettivo non è quello di colpire i cittadini, ma di far sì che le autorità continuino a stare in allerta. Secondo il report, i Paesi con il più alto tasso di attentati sventati sono Paesi che hanno una storia caratterizzata dalla lotta contro il terrorismo. Ciò implica che le autorità di tali Stati sono ormai esperte e hanno ampie competenze nel gestire il fenomeno. L’Irlanda, non a caso, nel 2017 è stata il Paese con il più alto tasso di attentati sventati, pari al 72%. Occorre ricordare che, tra la fine degli anni ‘60 e la fine degli anni ’90, il conflitto in Irlanda del Nord ha provocato effetti che si sono allargati anche all’Inghilterra e alla all’Irlanda stessa, causando la morte di oltre 3.000 persone.

Secondo quanto emerge dal Country Report on Terrorism 2016 del governo americano, gli USA e l’Irlanda collaborano bilateralmente e regionalmente nella lotta contro il terrorismo. La CIA indica che nel Paese europeo sono presenti due organizzazioni terroristiche interne attive, quali la Continuity Irish Republican Army (CIRA) e la Real Irish Republican Army (RIRA). Entrambe mirano a riunificare l’Irlanda all’Irlanda del Nord. Mentre la prima, pur mantenendo un attività limitata, il 5 febbraio 2016 è stata responsabile dell’uccisione di un uomo e del ferimento di altri 2 a Dublino, la seconda è maggiormente impegnata nei traffici illegali.

Per quanto riguarda la legislazione antiterrorismo, il Criminal Justice Act del 2015 ha introdotto tre tipi di offese legate alle attività terroristiche, quali la provocazione pubblica per commettere un atto terroristico, il reclutamento e l’addestramento a tal fine. Tale legge ha inserito all’interno del diritto irlandese una normativa del Council Framework Decision dell’Unione Europea. Le forze di sicurezza locali, secondo il governo americano, si sono sempre dimostrate preparate e pronte a respingere, gestire e rispondere agli incidenti di terrorismo.  La Garda Special Branch ha la responsabilità primaria della risposta antiterrorismo, mentre le forze armate svolgono funzioni specifiche su richiesta delle autorità civili. Il “Libro bianco sulla difesa” del Ministero della Difesa irlandese del 2015 ha delineato il quadro della politica di difesa dell’Irlanda per il prossimo decennio, finalizzato ad affrontare le crescenti sfide alla sicurezza ed ha previsto una risposta semplificata al terrorismo attraverso la Task Force del governo in materia di pianificazione di emergenza, che esamina altresì le valutazioni delle minacce di terrorismo ricevute dal Garda. La legge irlandese prevede una Corte penale speciale (SCC) quando il pubblico ministero certifica che un determinato caso è al di là delle capacità di un tribunale ordinario. Secondo quanto si evince dal sito del governo irlandese, lo State Act del 1939, pur essendo stato introdotto principalmente per affrontare il terrorismo da una prospettiva interna, le sue disposizioni possono essere applicate anche ad un contesto internazionale. La legge sulla giustizia penale  relativa ai reati terroristici del 2005 è stata adottata al fine di migliorare ulteriormente la risposta dello Stato al terrorismo internazionale. Tale legge dà attuazione a una serie di strumenti diretti a contrastare il terrorismo e adempie agli impegni assunti dallo Stato nell’ambito dell’Unione europea e della più ampia comunità internazionale, comprese le Nazioni Unite. In particolare, la sezione 5 della legge del 2005 stabilisce che un gruppo terroristico che promuove, incoraggia o sostiene la commissione, all’interno o all’esterno dello Stato, di un’attività terroristica è un’organizzazione illegale ai sensi e per gli scopi del 1939- Atti del 1998.

In merito al contrasto al finanziamento del terrorismo, l’Irlanda è un membro del Financial Action Task Force (FATF), e la sua unità di intelligence finanziaria, il Bureau of Fraud Investigation, è un membro del Gruppo Egmont delle Unità di Intelligence Finanziaria. Negli ultimi cinque anni, l’Irlanda ha apportato miglioramenti significativi alle normative sulla vigilanza del settore finanziario e dei fornitori di servizi non finanziari. Il governo di Dublino deve ancora integrare la quarta direttiva dell’UE sul riciclaggio di denaro nella legislazione irlandese. Nel 2016, le autorità hanno continuato a monitorare le organizzazioni senza scopo di lucro per verificare le violazioni del diritto penale. Tuttavia, l’Irlanda non ha ancora attuato integralmente la Charities Act del 2009, che regola le attività delle associazioni di beneficenza e organizzazioni no-profit. L’emanazione del Proceeds of Crime Act del luglio 2016 prevede che gli agenti di Criminal Assets Bureau (CAB) abbiano il potere di sequestrare le proprietà sospettate di essere i proventi di reato per 24 ore. Il Chief Bureau Officer può autorizzare la sua detenzione per altri 21 giorni. Ciò consente al CAB di preparare una domanda alla High Court per un ordine provvisorio restrittivo e impedire nel contempo lo smaltimento o la dissipazione della proprietà.

Per quanto riguarda la lotta contro l’estremismo violento, gli sforzi del governo irlandese si sono concentrati sull’integrazione delle minoranze nella società irlandese. Queste misure hanno incluso prestazione sociali, formazione linguistica, assistenza sanitaria e un lavoro di difesa proattiva da parte di un ufficio del difensore civico negli affari degli immigrati. L’Ufficio Intercultural e Diversity di Garda Racial (GRIDO) coordina, monitora e consiglia su tutti gli aspetti la polizia, nell’ambito della diversità etnica e culturale, con l’obiettivo di costruire una fiducia a lungo termine con le comunità. Attraverso questo ufficio, gli agenti di polizia ricevono una formazione speciale per aiutare le popolazioni a rischio. GRIDO ha impartito un addestramento anti-radicalizzazione ai membri della polizia nazionale nel contesto di Polizia Comunitaria / Prevenzione della radicalizzazione. Il governo irlandese ha perseguito la sua strategia di contrasto dell’estremismo violento (CVE) principalmente attraverso il programma di ufficiale di collegamento etnico del Garda. Questi agenti si mettono in contatto con i rappresentanti delle varie comunità delle minoranze e stabiliscono collegamenti di comunicazione con ciascuna di esse. Sostengono altresì l’integrazione coinvolgendo membri delle comunità delle minoranze etniche a Garda e gli eventi sociali della comunità. L’Irlanda sostiene il piano d’azione del Segretario generale delle Nazioni Unite per prevenire l’estremismo violento.

Infine, nell’ambito della cooperazione internazionale e regionale, l’Irlanda è membro della Global Coalition per sconfiggere l’ISIS.  Le autorità di Dublino lavorano a stretto contatto con il Regno Unito nel garantire la Common Travel Area, un’area di frontiere aperte comprendente l’Irlanda, il Regno Unito e Irlanda del Nord, l’Isola di Man e le Isole del Canale. Dal momento che l’introduzione del visto britannico-irlandese richiedeva la condivisione di informazioni biometriche e di altro tipo, ha portato a un sistema più integrato per il controllo dei viaggiatori. L’Irlanda ha partecipato attivamente a una serie di riunioni e azioni al Consiglio dell’Unione europea e alle Nazioni Unite per affrontare l’antiterrorismo. Oltre alla capacità di controterrorismo di costruire oltreoceano, l’Irlanda ha anche collaborato agli sforzi di antiterrorismo con l’Irlanda del Nord.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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