Siria: esplosivo saudita nei rifugi dei ribelli

Pubblicato il 14 aprile 2018 alle 6:03 in Medio Oriente Siria

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L’esercito governativo siriano ha trovato munizioni e materiale esplosivo, alcuni dei quali di produzione saudita, nei depositi del gruppo dei ribelli Failaq al-Rahman, durante le operazioni che sta conducendo a Zamalka, nel territorio del Ghouta orientale.

In alcune dichiarazioni, rilasciate giovedì 12 aprile all’agenzia di stampa nazionale siriana SANA, un comandante sul campo ha riferito che alcune unità dell’esercito siriano avrebbero scoperto esplosivi, alcuni dei quali di produzione saudita, e strumenti utilizzati necessari per unirli a materiali altamente esplosivi, come il C4 e il cloro, al fine di migliorare le capacità distruttive delle bombe, causando, in questo modo, maggiori danni alle aree colpite.

Secondo quanto affermato dal comandante, l’esercito avrebbe altresì scoperto alcuni depositi, che sarebbero stati utilizzati dai ribelli per immagazzinare i razzi, tra i quali i Grad che sarebbero stati lanciati contro i quartieri residenziali, “importati dai Paesi che supportano il terrorismo, oltre a prigioni nelle quali i detenuti sarebbero stati costretti ai lavori forzati”. Nei magazzini, i soldati governativi avrebbero rinvenuto anche documenti che mostrerebbero le ricette e i metodi di spedizione tra i gruppi ribelli Failaq Al-Rahman e Jaish Al-Islam.

Il comandante sul campo dell’esercito governativo, nell’intervista all’agenzia di stampa SANA, ha dichiarato che il gruppo avrebbe trasformato uno dei quartieri di Zamalka in un complesso militare, nel quale avrebbe costruito un impianto per la produzione di ordigni esplosivi e munizioni leggere e per trasformare i missili in ordigni esplosivi improvvisati (IED). Stando a quanto riferito dal comandante, i ribelli avrebbero collegato gli impianti ai depositi, attraverso la costruzione di una rete di tunnel.

Failaq Al-Rahman era stato il secondo gruppo di ribelli ad abbandonare il territorio del Ghouta siriano, nel contesto di un accordo raggiunto con l’esercito governativo, sotto la supervisione della Russia. Il 22 marzo, la fazione aveva annunciato l’imposizione del cessate-il-fuoco ad Arbin. Qualche giorno più tardi, il 24 marzo, il primo convoglio dei combattenti, insieme alle loro famiglie, era arrivato nell’area di Hama.

Il territorio del Ghouta orientale è caduto sotto il controllo del governo siriano del presidente Bashar Al-Assad giovedì 12 aprile, dopo quasi 6 anni di assedio, in seguito alla conquista della città di Douma da parte delle forze governative. Il giorno precedente, nella serata di mercoledì 11 aprile, gli ultimi combattenti del gruppo di opposizione siriano Jaish Al-Islam, l’ultimo grande gruppo di ribelli ancora presente nell’area, avevano abbandonato il territorio, dopo aver consegnato le armi pesanti, mentre, il giorno successivo, la polizia militare russa era stata schierata a Douma, per mantenere l’ordine nel territorio.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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